E’ apparso sul palco con le sembianze di una sottile ombra, Marilyn
Manson, la sera di Sabato 3 Febbraio, per il suo concerto milanese al
Filaforum di Assago; una sagoma dalle grandi ali nere che si allungava
minacciosa su un vasto telone davanti al palco. Ma chi è davvero Marilyn Manson? Il demoniaco essere che tutti vedono in lui, incrocio tra un’opera di Bosch e Gaetano Zumbo, il Cristo crocifisso e in decomposizione della copertina di “Holy wood”, dittatore hitleriano sopra un pulpito ornato di pistole e fucili o, forse, il sadico e sensuale mutante vestito in giarrettiera e perizoma di pelle nera? Tutto e niente di questo, allo stesso tempo…
In Italia, nel Luglio scorso, una suora è stata uccisa da alcune ragazze che erano tue fan e avevano riportato nei loro diari diversi testi delle tue canzoni. Conosci questa vicenda e, soprattutto, che cosa ne pensi?
Non conosco con precisione questo particolare fatto accaduto in Italia, ma mi rendo conto che i media qui funzionano come negli Stati Uniti, che allo stesso modo mi hanno colpevolizzato tempo fa per una sparatoria in una scuola. La stampa tende a condannare gli entertainer di ogni cosa. E’ davvero curioso che delle ragazze che hanno avuto un’educazione cattolica commettano un omicidio, pensando poi di darmene la colpa. Se vogliamo analizzare la cultura della religione cattolica e la storia di Cristo, vediamo una figura circondata da violenza e assassini. Possiamo trovare ispirazione nei comportamenti umani ovunque, che sia nella Bibbia o in Shakesperare. Credo che da qualsiasi parte provenga l’ispirazione, l’uomo debba prendersi piena responsabilità dei propri atti; e la responsabilità di crescere i figli, insegnando loro come interpretare l’arte e i simboli che ci circondano, è compito dei genitori. Come artista tento di produrre dell’arte che ispiri le persone ad essere e trovare la loro vera essenza, e certamente non ho mai tentato di incoraggiare le persone a far del male ad altre o a se stesse.
Recentemente sei salito sullo stesso palco con Eminem. Come è avvenuto l’incontro?
Eminem ed io ci siamo trovati nello stesso periodo ad Amburgo per caso, così mi ha invitato ad esibirmi con lui…visto che siamo amici ho accettato, ed è stato molto piacevole. In futuro potremmo lavorare ancora insieme. Io comunque vorrei mantenere la mia direzione rock nel mondo della musica, così se dovesse succedere di realizzare qualcosa tendente al rap o all’hip-hop, dovrà davvero essere qualcosa di fuori dal comune.
Negli ultimi giorni si è parlato di una tua partecipazione al remake del film fantastico “Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato”. E’ una voce fondata?
Non so ancora cosa succederà, in verità. Qualcuno mi ha chiesto se mi sarebbe piaciuto recitare una parte e quale, ed io ho detto ho risposto Willy Wonka. Quindi se dovessero offrirmi la parte accetterei, perché è uno dei miei film preferiti. Credo sarebbe un ottimo ruolo per me.
Nei tuoi dischi c’è un richiamo a Nietzsche, quali suoi libri ti hanno maggiormente influenzato?
Il mio album “Antichrist superstar” è stato fortemente ispirato da “L’anticristo” di Nietzsche. Quando ho terminato di comporlo, mi sono reso conto che rappresentava una specie di sogno, una visione di dove la mia vita sarebbe potuta andare. Musicalmente, il progetto che avevo in mente è stato attuato con i miei album che hanno rappresentato la fine di un percorso ben preciso. L’anno scorso, quando sono stato attaccato dai media e il potere che avevo ottenuto mi si è rivoltato contro, ho dovuto fare una scelta decidendo di continuare ad essere una persona forte. Questo era ciò che all’inizio avevo in mente, ispirato dal concetto di “uomo fautore delle proprie fortune e della propria forza interiore” proposto da Nietzsche.
Qual è la tua visione del Satanismo?
Credo che la maggior parte della gente interpreti male il mio messaggio e il mio modo di propormi. Io ho passato tutto il mio tempo a ricercare e capire gli elementi di ogni religione, e non ho mai pensato di aderire a nulla in particolare. Credo che alla fine credere in se stessi sia la cosa principale. Trovo la mia spiritualità quando ho la possibilità di comporre e creare.
Questo tuo ultimo album è il tassello finale di una trilogia iniziata proprio con “Antichrist superstar”. Che ruolo ha rispetto ai precendenti?
“Holy wood” ha molto a che fare con l’evoluzione e ciò che volevo diventare. E’ un cerchio che si chiude. E’ molto autobiografico. E’ una metafora che ho usato per descrivere il “mondo perfetto” che la gente tenta di costruire.
Quali sono i riferimenti pittorici di quest’ultimo disco?
Mentre lo stavo componendo, realizzavo contemporaneamente la grafica, che ho riempito di simboli. E’ molto esoterico; se cerchiamo simboli, nel mondo, ne troviamo moltissimi, e a volte possiamo trovarne in noi, trovare delle similitudini, e capire da dove veniamo e qual’è la nostra essenza. La mia ispirazione è prevalentemente venuta dall’esoterismo. Volevo che il disco avesse dei richiami al mondo Rinascimentale.
In generale, mi piace guardare ogni tipo e forma d’arte, perché in tutto puoi sempre trovare qualcosa di buono. Credo che molte persone abbiano pensato che dopo l’invenzione della fotografia, il Realismo non fosse più interessante; così è arrivato l’Impressionismo. Personalmente mi piace dipingere quello che la mia immaginazione crea, anche se sono in grado di dipingere dei soggetti molto realistici. Ma preferisco guardare quello che è nella mia testa, piuttosto che quello che sta fuori.
Quali sono, rispetto allo spettacolo dello scorso anno, le caratteristiche principali di questi nuovi concerti?
Il tour che abbiamo portato qui in Italia l’ultima volta era fortemente ispirato da “Mechanical animals”, per cui aveva molti elementi sarcastici e del glam rock; questo tour invece è basato su “Holy wood” e sul tema dell’evoluzione. I nuovi concerti sono molto più aggressivi e oscuri, teatrali e imprevedibili.
Al di là del caso citato prima, la tua musica sembra avere un grande significato per molti ragazzi italiani. Ti sei fatto qualche idea al riguardo?
E’ difficile chiedersi perché una qualsiasi musica piace a qualcuno. Quando sono arrivato in Italia, mi sono accorto che il vostro è un paese con una grande storia e un grande rispetto per la religione, in modo diverso da come è invece vista in America. L’ho sentito visitando la Piazza e il Duomo di Milano. E’ stato davvero ispiratore, perché negli Stati Uniti non hai la possibilità di vedere certe cose. Credo che molti degli elementi tradizionali dell’Italia, inclusa la ribellione, possano essere ritrovati nei miei dischi.
Hai affermato che i media hanno tentato di distruggerti. Qual è attualmente il tuo rapporto con loro, soprattutto negli Stati Uniti, dato che tempo fa sei stato considerato uno degli ispiratori della sparatoria in una scuola?
Ho sempre guardato ai media come parte di questo grande gioco che ho in mente. Loro vedono Marilyn Manson come colui che fa canzoni, album e video, ma quello che conta è come riesco ad utilizzare questi mezzi per aiutare a creare caos. Caos che significa prendere tutto quello che ormai si è pericolosamente stabilizzato a status quo e rivoltarlo, facendo vedere alla gente le cose da un altro punto di vista. Ed è per questo che i media sono fondamentali, essendo stati parte del mio passato in maniera tanto prorompente.
A proposito di media, la testata Kerrang! ti ha nominato direttore per un giorno: come è stata questa esperienza?
Non c’è una grande differenza tra come sono ora e com’ero quel giorno in vece di direttore, perché continuo in ogni caso a guardare il mondo e a dargli le mie opinioni, e questo è la stessa cosa che fate voi giornalisti. L’unica differenza è che io posso farlo in maniera più glamour e roboante (sorride, n.d.r.).
In questo periodo la violenza dilaga sui media e in un certo senso i tuoi testi dovrebbero risultare per questo più deboli…
Se si pensa che solo oggigiorno la violenza predomini sulle persone, allora vorrei conoscere un’epoca in cui non lo è stata. La violenza è parte dell’animo umano. Caino ha ucciso Abele, e da quel momento le violenze non sono mai terminate. I media non fanno altro che pubblicizzare la violenza, e questo è terribile. Ma non credo comunque che oggi ci sia più violenza di ieri; credo solo che il nostro compito sia quello di guardare all’evoluzione delle cose e tentare di cambiare il mondo e ridurlo ai nostri standard, rendendosi conto che il vero cambiamento inizia prima di tutto da se stessi.
Come fa una persona educata come te, che risponde in modo gentile a tutte queste domande, a salire poi sul palco e ad essere tanto irriverente?
La gente spesso è spaventata dall’essere più di una cosa, e teme di essere prima un estremo e poi l’altro. Io non mi trasformo affatto, e non so cosa risponderti. Sono solo me stesso.
Non è difficile vedere alcune tue immagini da ragazzo, quando non eri truccato. Questo tuo apparire non ti fa venire voglia, a volte, di vederti normale, per quello che sei, sotto la “maschera”?
Non considero il modo in cui mi propongo oggi diverso da come sono quando mi sveglio alla mattina; per quanto mi riguarda sono sempre lo stesso. E’ la stessa cosa che potrebbe risponderti una donna che si mette il rossetto per uscire di casa…
Che cosa pensano di te i tuoi genitori?
Gli piaccio.
(Valeria Rusconi)