Mark Lanegan si siede con tra le mani un bicchiere di tè caldo. Fuori fa un freddo cane, il cappottone blu marina e il cappello di lana lo infagottano ben bene. Lo sguardo è intenso e al tempo stesso quasi assente, l’impressione è quella di trovarsi di fronte ad un musicista tanto tormentato quanto onesto e immerso nella musica. Il suo album "Scraps at midnight" (v. Rockol recensioni) presenta una galleria di splendide canzoni, notturne e ispirate, che il leader degli Screaming Trees ha scritto e registrato di getto. Quello che segue è il dialogo con una delle personalità più affascinanti del rock americano...Anzitutto complimenti per il tuo album...è veramente bello. Toccante...
Grazie...davvero.
Ha un’atmosfera molto intima, come se lo avessi registrato da solo in una stanza... mi fa pensare ad alcuni momenti solisti di Keith Richards...è un disco nato davvero così?
Alcune canzoni sono nate davvero così, in altre invece abbiamo lavorato maggiormente come un gruppo, dando ai brani un suono diverso. Il tutto, comunque, si è svolto molto velocemente, in pochi giorni abbiamo scritto e registrato tutto.
Cioè? Quanto velocemente?
In due settimane abbiamo fatto tutto, sia la composizione che la registrazione vera e propria...
Però! Sei capace di scrivere un album così velocemente?
Beh, diciamo che questa volta dovevamo farlo per forza, per cui l’abbiamo fatto... anche perché in precedenti lavori ci ho messo molto tempo. Così, questa volta avevamo la scusa giusta per poter essere veloci...
Sei d’accordo sull’impressione ‘intimista’ che offre il disco?
Sì, ma credo che anche che tutti i miei dischi solisti siano così. Dipende dalla musica che amo ascoltare quando non si tratta di gruppi rock, e così alla fine le canzoni risentono di questa atmosfera. Inoltre molte canzoni sono nate davvero alla chitarra, e infatti potresti suonarle bene anche soltanto con un’acustica...
Cosa intendi per gruppi rock? Cosa ascolti in questo periodo?
Mi piacciono molte delle cose arrivate dall’Inghilterra negli ultimi due anni: ho apprezzato molto l’ultimo album di Paul Weller, quello degli Spiritualized... i gruppi che ascolto e che mi piacciono non hanno necessariamente il suono che abbiamo noi, ma questo non credo che sia importante....
...diversi musicisti di Seattle, messi alle corde sui propri gusti musicali, citano band ‘improbabili’ come i Kiss... come mai?
Non ascolto i Kiss da tanto tempo... però posso confessarti che sono stati il primo concerto che ho visto! Piacevano tanto a quelli della mia età, fossero di Seattle o no. I Kiss erano molto famosi quando noi eravamo bambini, ed è naturale che i loro poster finissero nelle stanze di tutti. Per quanto mi riguarda non li ho mai amati eccessivamente. Amo molto gli Who, i gruppi all’origine del punk come Stranglers, Jam, Damned...
Ti piace anche il nuovo brit pop?
Mi piacciono i Verve. Credo che gli Oasis scrivano delle belle canzoni, ma il loro genere non è il mio preferito. Mi piace molto l’album dei Radiohead ma è una cosa completamente diversa. Ascolto quello che ascoltano tutti.
In cosa pensi che "Scraps at midnight" si caratterizzi, rispetto ai tuoi due precedenti album da solista?
È stato realizzato in modo molto diverso, molto più velocemente, e per giunta tutto nello stesso posto. Il precedente era stato registrato in città diverse e in un lungo periodo di tempo, mentre per "Scraps at midnight" siamo andati a Joshua Tree, nella California orientale, e lì siamo rimasti, nel deserto. Così per me è un disco che ha delle caratteristiche ben precise, è un album unico, non so se qualcuno sarà d’accordo con me, ma mi sembra il disco più diretto e nudo che ho registrato.
Cosa cerchi nella musica?
La musica. Una successione di accordi che mi faccia venire la voglia di aprire la bocca e di cantarci sopra una melodia. La melodia mi suggerisce le parole e le parole mi suggeriscono le emozioni. Per me funziona così.
Ma da dove parte il processo? Emozioni oppure ti siedi e cazzeggi con la chitarra finché non viene fuori qualcosa?
Ci sono milioni di modi diversi per scrivere canzoni, non saprei dirti quale uso perché varia di volta in volta...
...ma suoni tutti i giorni?
In verità no. Anzi, posso dirti che prendo in mano la chitarra soltanto quando devo scrivere perché devo fare un disco.
Un momento, cosa intendi per ‘devo fare un disco’? Perfino uno con la reputazione da ‘puro’ come te...?
risate...be’, non sparate su di me! Mettiamola così: sono molto pigro, e ho bisogno di qualcuno che mi stimoli in continuazione altrimenti non farei mai dischi...
Insomma, hai detto di avere iniziato a suonare perché non volevi fare un vero lavoro, e adesso dici anche che, visto che la musica è diventata un vero lavoro, non hai tanta voglia di suonare regolarmente?
No, scherzo, davvero... mi ritengo molto fortunato a fare quello che faccio. Continuerò a farlo finché me ne daranno la possibilità. Non saprei immaginarmi a fare nient’altro che questo. Amo la musica rock, è la cosa che voglio di più nella mia vita.
Ti piace la musica che hai registrato fino ad oggi con gli Screaming Trees, e senti che ti rappresenta appieno ancora oggi?
Sì, assolutamente. Sono molto legato a quello che abbiamo fatto fino ad oggi, e continuerò a fare dischi con loro il più a lungo possibile. Nonostante siano passati diversi anni dall’inizio della nostra storia, i dischi mi sembrano ancora molto attuali. Ho la fortuna di poter fare dischi tranquilli da solo e dischi molto potenti e rock con loro: e in più loro sono la mia vera famiglia, le persone con cui sono maggiormente in confidenza al mondo.
Seattle, il grunge: quanto c’era di buono e di vero, nei titoloni dei giornali?
Credo che ci fossero molte grandi band, grandi musicisti e cantanti, come...
...te?
Be’, questo deve dirlo qualcun altro...risate. Penso ai Nirvana, veramente un grande gruppo, Kurt Cobain era un grande cantante e un ottimo autore. Chris Cornell, grande cantante, Layne Stanley, grande cantante, e grandi band. Molte band della nostra area sono diventate famose nello stesso periodo, ma in realtà Seattle è sempre stata una città molto ricca di talenti...
Vivi ancora lì?
No, adesso vivo in California...
Il posto giusto per i pigri...
Diciamo che amo il sole.... comunque passo molto tempo a Seattle con gli altri del gruppo.
Quando consideri un disco finito?
Quando quello che ascolto si avvicina all’idea che avevo in mente all’inizio. Non sono uno di quelli che dicono, "fantastico, era proprio così che doveva venire", non ho grosse cognizioni tecniche... diciamo che quando il disco assomiglia a quello che ascolto in testa sono già molto contento...
Qual è il tuo brano preferito di "Scraps at midnight"?
"Bell black ocean", perché mi ricorda una ninnananna che ascoltavo da bambino. Sembra una canzone per bambini.
Ti sembra che le tue canzoni abbiano qualcosa in comune?
Sì, hanno tutte una personalità ben sviluppata, e non parlano mai di qualcosa di specifico. Posso partire da qualcosa di specifico per iniziare a scrivere, ma alla fine le parole diventano descrizioni di emozioni e stati d’animo, e si allontanano dalla fonte originaria. Questo è ciò che le accomuna.
Quale sarà il tuo prossimo progetto da solista?
Sto finendo un album di cover che sarà dedicato alle canzoni che hanno ispirato i miei album solisti. Non ho ancora idea di quali saranno le canzoni che metterò nel disco, ma ne stiamo registrando parecchie...