Dell’album di Ginevra Di Marco Rockol ha già detto tutto il bene possibile. E altrettanto bene si può dire di Ginevra e Francesco Magnelli – suo partner artistico e sentimentale, nonché tastiera dei C.S.I. – dopo averli conosciuti di persona, vista la simpatia, la spontaneità e la passione che emanano e che contagia inevitabilmente le cose che fanno così come le persone che hanno intorno. L’uscita di “Trama tenue”, inseguita da Ginevra e Francesco per quasi un anno, regala la lieta sorpresa di fare la conoscenza con una grande cantante e un repertorio particolare e ‘fuori dal coro’, rispetto al resto delle produzioni italiane. Un lavoro molto maturo, che non può che far promettere bene per il futuro.Realizzare un album come solista è un progetto che avevi da tanto?
Ginevra: Da una vita! Il pensiero di fare un progetto solista ce l’ho da sempre, e si è fatto ancora più forte da quando ho conosciuto Francesco (Magnelli, ndr), nei primi anni ’90. Ci siamo sentiti subito molto vicini, e con il passare del tempo, abbiamo scoperto una grossa affinità affettiva e artistica…
Ah-ha, allora lo dite, che siete ‘fidanzati’…?
Ginevra: Certo, per quanto mi riguarda ne sono orgogliosa! Comunque tornando al disco, era una cosa che da molto tempo occupava i nostri pensieri. Vero è che io dovevo comunque fare un po’ di strada. Quando ci siamo conosciuti io avevo 19 anni, per cui ero alle prime armi. Sono cresciuta attraverso tutti i dischi che Francesco ha prodotto nei primi anni ’90 insieme a Gianni Ma roccolo, nei quali ho iniziato a cantare come corista. Poi è iniziata l’esperienza con i C.S.I., dove sono entrata come corista nel tour di “Ko de mondo”. Con il passare degli anni il mio spazio si è allargato anche grazie a Giovanni, che mi ha dato sempre la possibilità di farmi entrare sempre di più nel suo spazio e di farmi crescere all’interno del gruppo.
Hai sempre avuto la spinta verso il canto o è una passione scoperta di recente?
Ginevra: Amo cantare sin da quando ero bambina. Mi ricordo che già da piccola mi registravo suonando i dischi e stando vicina al microfono, così che si sentisse la mia voce e in sottofondo la base strumentale…! Ci sono molte registrazioni che mio padre ha ancora oggi, compresi di nastri di quando cantavo con l’apparecchio correttivo per i denti! Ho sempre cantato, e ho sempre chiesto di cantare…
E’ curioso che una persona come te, che ha sempre voluto cantare, poi sia finita in un gruppo che con il canto canonico e con la melodia non ha propriamente a che fare…Che tipo di equilibrio si determina in un gruppo così particolare come i C.S.I.?
Francesco: credo che proprio la diversa personalità dei componenti del gruppo sia la formula per cui i C.S.I. sono quello che sono. Giovanni e Massimo badano ad alcune cose, Gianni e Giorgio ad altre, io ad altre e Ginevra ad altre ancora. Forse proprio il gusto per la melodia è un elemento portato da Ginevra nel gruppo, e che ci è servito molto.
Ce n’eravamo accorti tutti già in occasione del programma tv per Videomusic da cui è stato tratto il live “In quiete”…
Ginevra: Quella è stata un’esperienza bellissima, perché l’idea di fare una trasmissione televisiva registrando al tempo stesso un disco poteva venire solo a noi! C’era un’emozione in quella sala veramente incredibile…
Francesco: soltanto i C.S.I. riescono a fare cose di questo tipo…
Ginevra: …mi ricordo che non avevamo fatto prove, Giovanni era appena uscito dall’ospedale, c’era una tensione…
Sì, però sembra quasi che vi piaccia fare dischi così, visto che anche il live registrato ad Alba si è svolto praticamente nello stesso modo…
Francesco: è vero, anche se lì eravamo già più rodati…comunque l’emozione è la molla migliore per dare il meglio di te…
Ginevra: i C.S.I. hanno il pregio di riuscire a trasferire le emozioni nella musica, e quindi quando li ascolti dal vivo, te ne accorgi.
E invece cos’è che Ginevra Di Marco e Francesco Magnelli hanno messo dentro “Trama tenue”?
Ginevra: Dentro questo disco c’è una vita intera, come spesso succede con i dischi d’esordio. In più, due dei componenti che suonano nel gruppo che mi accompagna, sono due ragazzi di Napoli che io conosco da quando sono nata. Nelle foto all’interno del Cd ci sono delle foto in bianco e nero di noi al mare da bambini. Era un nostro sogno fare un giorno un disco, e devo dire che ci siamo riusciti, tutti insieme. Questo è un elemento che dà molta forza al progetto. Le altre due persone che suonano con noi sono due dei componenti dei Ci s’ha, gruppo che aveva inciso per la collana Taccuini del Consorzio, e anche se le abbiamo conosciute più tardi, quasi sei anni fa, sono comunque delle figure molto importanti per la nostra vita. Hanno un atteggiamento molto positivo nei confronti della vita, e questo ci rende molto contenti e grati nei loro confronti per essere al nostro fianco.
Francesco: l’approccio per questo disco è stato molto simile a quello utilizzato per gli album dei C.S.I.. A parte il fatto che non ci sono state mediazioni, come capita nel gruppo, il resto è stato simile. Sono partito semmai da un punto di vista completamente diverso, che era quello di mettermi seduto di fronte a un computer, tastiere alla mano, e comporre, anche perché volevo dare una personalità diversa a questo album. Quello che mi sta tornando indietro oggi, nell’opinione di quanti hanno ascoltato il disco, è che si tratta di un lavoro che vive di vita propria, e non necessariamente un prolungamento o un appendice di quanto fatto con i C.S.I.. Sono contento, perché volevo che fosse proprio così.
Devo dire che non è un risultato che mi sorprende, perché conoscendo anche soltanto da lontano i C.S.I. si intuisce che quanti ne fanno parte hanno delle personalità artistiche comunque molto spiccate…per cui non mi aspettavo certo un album alla C.S.I….
Francesco: giusto…d’altra parte anche Ferretti e Zamboni, che adesso sono a Berlino a fare un disco loro, non credo che faranno un album alla C.S.I., così come non era alla C.S.I. neanche l’album di Giorgio Canali…i C.S.I. si riescono a fare soltanto quando queste sei persone sono insieme.
A proposito, non ve l’ho ancora chiesto: ma i C.S.I. che fine fanno? Sono vere queste voci di scioglimento che circolano da un po’?
Francesco: noi abbiamo soltanto detto che ci ‘sospendiamo’ per un po’, e poi questa cosa è stata interpretata come uno scioglimento, anche se uno scioglimento non è. Abbiamo suonato al concerto per il Dalai Lama a Milano, abbiamo suonato tre pezzi in occasione della presentazione dell’album di Ginevra al Salone della Musica di Torino e credo che a settembre del 2000 ci ritroveremo per lavorare al nuovo album dei C.S.I….
Ginevra: c’è anche da dire che in Italia si è disabituati all’idea che un musicista che suona in un gruppo possa fare anche delle altre cose, viene sempre considerato come un tradimento…in realtà il fatto di fare altre cose, dei progetti collaterali può solo farci ritrovare meglio di come eravamo prima…
Francesco: certo, dopo il successo di “Tabula rasa elettrificata” erano in molti ad aspettarsi, dopo un annetto, un altro disco magari simile a quello per vendere un altro po’ di copie. E’ che i C.S.I. non sono fatti in quel modo, fanno e pensano in un altro modo.
Quante influenze sono finite nella musica di “Trama tenue”…
Ginevra: non saprei dirtelo…tutto quello che ci è finito dentro ci è finito in maniera inconscia. Anche perché con Francesco siamo stati anzitutto attenti a quello che avevamo da dire, visto che questo disco era il nostro progetto e volevamo rispettarlo. Ci possono essere degli artisti e dei cantanti di riferimento che ammiro e ascolto, ma poi cerco comunque di focalizzarmi su me stessa e tirare fuori la mia vocalità…
La tua vocalità mi sembra un concetto molto aperto, visto che in questo album non canti due brani nello stesso modo!
Questa è una cosa che mi piace molto, soprattutto mi piace che questo disco sia così eterogeneo. E’ stata un’idea di Francesco, che ama i dischi con canzoni molto diverse, per me è stata anche una prova. Ho cercato di rendere ogni brano in un modo diverso, e credo che questo lavoro mi rappresenti. Poi, per carità, è il mio primo disco, per cui mi prendo tutti i margini di miglioramento possibili.
Francesco: per un cantante trovare una propria linea e battere su quella è importante. Così se Pelù fa Pelù si riconosce meglio, e così via. Però Ginevra ha una voce, quando canta e quando parla, che sembra venire fuori dalla terra, per cui questo mi sembrava l’aspetto da salvaguardare, piuttosto che lavorare alla creazione di un’atmosfera dietro la quale nascondersi. Lei è una cantante che apre la bocca e canta, butta proprio fuori le cose.
Ginevra: continuo a pensare alla mia voce come ad un dono, per cui mi piace cantare e manifestare la mia gioia per questo dono che mi è stato fatto. Il bello è poi cercare le varie sfaccettature e le varie ambientazioni che si possono dare ad una canzone.
E’ bella l’idea di pensare a questo disco come al primo passo di un tuo percorso come solista…
Ginevra: Io spero che sia l’inizio di un cammino artistico mio e di Francesco: in questo senso è sicuramente un punto di arrivo, visto il mondo che c’è dentro, ma anche il punto di partenza per fare dell’altro, per nuovi progetti.
Francesco, tu invece sei uno dei pochi C.S.I. rimasti senza un disco solista…
Francesco: è vero…io ci ho provato a cantare nei C.S.I., quando manca Giovanni, e anche ho chiesto a Gianni Maroccolo di produrmi un album, ma non interessa a nessuno! (ride)
Cosa succede adesso, che il disco è uscito?
Ginevra: adesso stiamo costruendo una sala prova in campagna dentro un baraccone ristrutturato, e lì faremo le prove per il concerto. Ho voglia di pensare al concerto come al frutto di un lavoro, come ad un percorso attraverso le canzoni, piuttosto che ad una successione di canzoni non legate tra loro. Un live deve darti qualcosa in più rispetto all’ascolto di un disco, e quindi l’idea è di fare le nostre canzoni aggiungendo delle parti strumentali anche nuove.
Francesco: sono d’accordo. Fa parte della nostra filosofia aggiungere delle parti strumentali ai concerti, lo facciamo anche con i C.S.I., e credo che il concerto di Ginevra meriti il massimo dell’impegno. Il tour partirà verso la fine di novembre, ma il 10 dicembre ci sarà un evento a Firenze con la partecipazione dell’Unicef al quale prenderemo parte Ginevra, io, Carmen Consoli, Max Gazzè e una banda di gitani che suona spesso con Bregovic…
Be’, niente male davvero, speriamo di vederci per quella sera…
Francesco: chiunque voglia assistere sarà il benvenuto…
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