Un’altra estate ‘on the road’ per Gianluca Grignani, tra concerti estivi e idee per il nuovo album che sarà nei negozi probabilmente all’inizio del prossimo anno. Rockol lo ha incontrato in occasione del Monza Rock Festival e si è fatto raccontare qualcosa sui suoi impegni presenti e futuri, dopo il buon successo fatto registrare dal suo più recente lavoro “Il giorno perfetto” e dal relativo tour.Quello di Monza è stato il tuo primo festival italiano…
Sì. Ne ho già fatti altri due all’estero, uno a Viña del Mar, in Cile, e uno a Mar del Plata, in Argentina. Poi avrei dovuto farne un altro ad Acapulco, in Messico, ma alla fine non se n’è fatto niente. In Italia è il primo festival che faccio, se non consideriamo Sanremo, che si chiama festival pure lui…
E’ la seconda estate che passi ‘on the road’ facendo concerti…
Sì, anche se l’anno scorso le cose erano molto diverse. L’organizzazione è molto migliore, adesso, quindi ci troviamo in una situazione veramente piacevole. Adesso stiamo andando a Guidonia dove ci saranno duemila persone, e lo stesso numero di persone abbiamo messo insieme l’altra sera a Sulmona, per cui direi che le cose vanno molto bene!
Quante date hai in programma per quest’estate?
Originariamente erano 60, ma le abbiamo dimezzate. Farò ‘solo’ una trentina di concerti, visto che nel frattempo sto lavorando al disco nuovo e mi serve tempo da dedicare alle canzoni. Inoltre a settembre uscirà il film “Branchie” e quindi avrò bisogno di un po’ di giorni da dedicare alla promozione.
”Il giorno perfetto” è un album sui generis nella tua produzione: che tipo di concerto è quello che stai portando in giro adesso?
E’ un concerto di Gianluca Grignani… non saprei come spiegartelo, anche perché io non me ne accorgo di quello che succede, me lo raccontano dopo… Io arrivo sul palco, suono e me ne vado, e l’andamento del concerto segue molto l’umore della giornata. So solo che lo inizio con un cappello da joker e lo finisco con un cappello da joker, ma nel mezzo succedono tante altre cose.
Hai avuto qualche sorpresa facendo questo tour?
Sono stato sorpreso dal successo ottenuto dalla tournée di maggio perché mi aspettavo e speravo un risultato buono, ma non quanto è stato in realtà quello offerto dalla tournée. Ho avuto degli ottimi riscontri a Roma, a Milano, a Napoli, A Firenze, a Torino – lì è stato un vero delirio -…Questa è stata la sorpresa, se la si può chiamare sorpresa, visto che in realtà qualcosa mi aspettavo…
Qual è la cosa che ti dice più spesso la gente, quando ti incontra?
Ahhh… pensavo fossi più alto! ride
Be’, riconoscerai che c’è di molto peggio, no?
Certo, certo…
C’è qualche canzone cui tieni particolarmente che secondo te non è stata capita dal pubblico e invece qualcuna che avevi sottovalutato e che i tuoi fans amano più di molte altre?
Una canzone che non ha avuto promozione e che invece riscuote un successo incredibile nei concerti è “Solo cielo”. E’ la canzone che cantano più di tutte e che ha avuto meno promozione di molte altre. Era il terzo singolo estratto da “La fabbrica di plastica” ma le radio di fatto non l’hanno quasi passata. “Solo cielo” è il quinto pezzo in scaletta ed è uno dei più cantati. Di brani non apprezzati per ora non ce n'è’ anzi, ho avuto delle sorprese perché ogni tanto becco qualche metallaro che ai miei concerti si scatena con “Fabbrica di plastica” e con “La mia storia tra le dita”…! Mi diverte un casino questa cosa, perché magari lo vedo tenere il tempo e cantare con me con addosso la maglietta dei Metallica. Insomma, sono molto contento perché quello che volevo lo sto ottenendo; non l’ho ancora ottenuto, però le cose stanno funzionando.
Per quanto riguarda il film, cosa puoi dirci?
Credo che andrà a Venezia, anche se non ne sono sicuro. Ho parlato con Rita (Cecchi Gori, ndr) due mesi fa, poi io sono andato in Messico e non ho sentito nessuno....
Hai visto qualche scena, oppure come spesso succede agli attori, non hai idea di come sarà?
No, no…l’ho doppiato. Per quello che ho potuto vedere, circa tre quarti di film, è bello. Magari ho delle critiche da fare su di me, nel senso che non sono quello che sarei potuto essere, però questo concedimelo anche perché è la mia prima prova come attore. Ci sono un paio di cose molto forti nel film, comunque… mi dispiace che non ci sia stato Max Gazzé a fare la parte del cattivo nel film, perché ci saremmo divertiti ancora di più. Purtroppo lui aveva una tournée…
Sei coinvolto anche nella colonna sonora o no?
No, è stata una scelta ben precisa. Forse ci saranno “Giorno perfetto” o “Destinazione paradiso” risuonate per il finale del film, perché si prestano, però non ne sono certo. Però niente di più, non mi va di fare anche l’autore di colonne sonore…
Dopo questa esperienza ti è venuta voglia di fare altre cose nel cinema?
Sì, certo, però devono arrivarmi le proposte giuste. Ho mancato una parte bellissima, in un film con Giancarlo Giannini, però stavo girando “Branchie” e non ho potuto. Però se in futuro mi offrono un ruolo come quello di “Branchie” sarò ancora più propenso a dire di sì.
Per quello che riguarda il tuo nuovo album che idee hai?
Il disco è praticamente pronto, le basi ce le ho già, ha il titolo e l’idea della copertina. Appena finisco questa tournée estiva e dopo il Festival di Venezia entrerò in sala. Spero di uscire con l’album all’inizio del 2000, o al più tardi in primavera.
Il suonare così tanto dal vivo sta cambiando qualcosa nel tuo approccio alla sala d’incisione oppure sono comunque due esperienze separate?
Sono due esperienze separate, perché il concerto dal vivo è sempre una cosa a parte. E’ come una torta, che viene preparata con tutti gli ingredienti giusti e con uno o due sbagliati: può succedere che sul palco ti trovi con musicisti che non sono quelli giusti per te, e allora le cose vanno come vanno e tu non puoi farci niente. In sala di registrazione invece hai la certezza di poter controllare le cose, e se un ingrediente è sbagliato, di sostituirlo. Dal vivo sei più solo, mentre in studio la solitudine può aiutare.
Cosa stai ascoltando quest’estate?
Niente. Sono spesso in macchina e quindi ascolto la radio, e tutte le cazzate che passa. E’ una scena un po’ deprimente, presa in generale, non mi fa impazzire… Per fortuna ogni tanto ascolto a casa Beatles, Pink Floyd e Led Zeppelin… in India, mentre giravo “Branchie” ho ascoltato molto il cofanetto di John Lennon, che mi ha aiutato molto per scrivere il disco nuovo…
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