Biografia

Nata a Londra il 29 dicembre 1946 da una famiglia di alto lignaggio ed estrazione aristocratica (il padre, inglese, è un ufficiale dell’esercito; la madre, viennese, una baronessa della stirpe dei von Sacher-Masoch), Marianne Faithfull incontra a un party nel 1964 (quando ancora non ha compiuto diciotto anni) il manager dei Rolling Stones Andrew Loog Oldham. Colpito dalla sua bellezza, quest’ultimo le propone di registrare un disco e pochi mesi dopo la giovane cantante debutta con “As tears go by”, una delle primissime composizioni firmate da Mick Jagger e Keith Richards; nell’agosto di quello stesso anno il singolo entra nella Top Ten inglese e nelle classifiche di altri paesi europei. A quel successo seguono altri tre hit a 45 giri e due album molto fortunati, impostati su un prezioso equilibrio tra tendenze folk – con pezzi composti da artisti del calibro di Bert Jansch e Tim Hardin – e rock.
Parallelamente, Marianne intraprende una carriera d’attrice sia cinematografica che teatrale: sono tuttavia soprattutto le sue vicende personali – e in particolare la sua relazione con Jagger (successiva a un matrimonio con il gallerista John Dunbar e a una gravidanza) – a occupare le prime pagine dei rotocalchi. Finita nella spirale delle droghe pesanti (e dopo un tentativo di suicidio, seguito dalla rottura sentimentale con il frontman degli Stones), la Faithfull vive tra la fine del decennio e i primi anni Settanta il periodo più buio della sua esistenza. Riaffiora in pubblico verso la metà del decennio, con un album d’indirizzo country intitolato DREAMIN’ MY DREAMS e realizzato in collaborazione con la Grease Band. Soltanto nel 1979, però, rientra a pieno titolo nel mondo della musica grazie a un album sorprendente e di eccezionale levatura, BROKEN ENGLISH, in cui la voce un tempo timida e innocente si trasforma in uno strumento cupo e velato, dal fascino enigmatico, che contraddistinguerà tutte le successive registrazioni. Forte di canzoni come “The ballad of Lucy Jordan” e di un’emozionante cover della “Working class hero” di John Lennon, il disco segna la sua completa rinascita artistica, confermata dagli album successivi: DANGEROUS ACQUAINTANCES, A CHILD’S ADVENTURE e soprattutto STRANGE WEATHER, in cui il produttore Hal Willner le ritaglia addosso un repertorio di standard (compresa la sua “As tears go by”) e di originali (anche Tom Waits) da grande e raffinata interprete (splendida anche la fotografia live del periodo catturata sull’album BLAZING AWAY).
Sulla scia delle nuove frequentazioni, Marianne sviluppa un particolare interesse per le musiche teatrali scritte da Kurt Weill tra gli anni ’20 e ’30: con 20TH CENTURY BLUES, nel 1996, documenta la sua passione per la musica tedesca ai tempi della Repubblica di Weimar; due anni dopo si spinge ancora oltre, incidendo l’opera di Brecht e Weill “I sette peccati mortali” (THE SEVEN DEADLY SINS), presentata in prima mondiale con un concerto al Festival di Salisburgo. Dopo un disco con musiche firmate da Angelo Badalamenti (A SECRET LIFE, 1995), VAGABOND WAYS (1999) la vede tornare a cimentarsi con canzoni “pop” scritte di proprio pugno o attinte dal catalogo altrui (tra queste un inedito di Roger Waters datato 1968). Nel giugno del 2000 è in Italia, al festival di Ravenna, per presentare dal vivo il suo spettacolo dedicato a Kurt Weill e al compositore americano Aaron Copland. Poco prima di quella data inizia a lavorare al nuovo disco, KISSIN’ TIME, che la vede collaborare con Blur, Beck, Jarvis Cocker dei Pulp, Dave Stewart e altri ospiti tra Londra, Parigi, Chicago e Los Angeles. Nel 2004 esce BEFORE THE POISON: tra i collaboratori c’è di nuovo Damon Albarn dei Blur, ma il pezzo forte è la presenza di PJ Harvey e Nick Cave, che scrivono per lei rispettivamente 5 e 3 canzoni.
Dopo alcune esperienze come attrice (tra cui il ruolo principale nel pluripremiato “Irina Palm”), il ritorno in grande stile sulla scena discografica avviene nel 2008 con EASY COME, EASY GO, elegante disco di cover con uno stuolo di ospiti illustri (Cave, Cat Power, Antony, Rufus Wainwright e anche Keith Richards) e Willner nuovamente in sala di regia. Il sodalizio con il grande produttore prosegue nel successivo HORSES AND HIGH HEELS, con una scaletta suddivisa tra brani originali e altre reinterpretazioni: alle session partecipano stavolta Lou Reed, Dr. John e Wayne Kramer degli MC5. Nella primavera del 2014 Faithfull annuncia l’uscita in settembre di un nuovo album intitolato GIVE MY LOVE TO LONDON, con canzoni di Nick Cave, Roger Waters, Steve Earle e Anna Calvi, e del libro fotografico “A life in record”. È previsto anche un tour mondiale per festeggiare il mezzo secolo di carriera. In giugno arriva la notizia di un ricovero a Rodi, in Grecia, per la rottura di un’anca. (06 giu 2014)