House of Yes
La biografia
Biografia
Nel 1968 il cantante Jon Anderson incontra a Londra il bassista Chris Squire: entrambi hanno già qualche esperienza con altre bands, ma quello che cercano è qualcosa di diverso dal blues-rock di Rolling Stones e Cream, che sta contagiando anche i Beatles tornati “sulla terra” dopo “Sgt. Pepper”. Reclutano il tastierista Tony Kaye, il chitarrista Peter Banks e il batterista Bill Brufo rd (già nei Savoy Brown). Dopo pochi mesi, ancora senza contratto, hanno già impressionato gli addetti ai lavori, tanto da fare da supporter ai Cream per il loro famoso ultimo concerto a Londra. Nel 1969 firmano per la Atlantic e pubblicano il primo album. Dopo il secondo, TIME AND A WORD, il chitarrista Steve Howe subentra a Banks, il quale poco dopo convincerà Kaye a seguirlo nei Flash. Mossa avventata: YES ALBUM, da lui appena finito di incidere col gruppo, raggiunge il n.7 in UK e il n.40 in USA. Al posto di Kaye entra un giovane tastierista del quale molto si parla in Inghilterra: Rick Wakeman degli Strawbs, che sulle orme di Keith Emerson si propone come tastierista virtuoso, incline alla musica classica ma anche a una teatralità che richiamerà ulteriore attenzione sul gruppo. Con l’ingresso di Wakeman si completa un quintetto che i fans della band considerano leggendario: Anderson, Squire, Howe, Wakeman e Bruford sono praticamente un supergruppo, ognuno con una personalità fortissima, ognuno in grado di dare il proprio tocco inconfondibile alla musica della band, che oscilla tra fughe “cosmiche” e vigorose impennate rock. Nel 1971 FRAGILE, inciso in tutta fretta e con un brano a testa realizzato dai 5 musicisti in perfetta solitudine (fu pubblicato, si dice, per pagare l’equipaggiamento di Wakeman, 12 tastiere), va al n.7 in GB ma – ancora più clamorosamente – al n.4 in USA. La band ha infatti conquistato un notevole zoccolo duro di fan, che continuerà a credere negli Yes anche nei momenti di crisi creativa e cambiamento di mode. Il gruppo gode di un tale credito che CLOSE TO THE EDGE, l’anno successivo, fa il miracolo di piazzare un album costituito di soli tre, lunghissimi brani (e nessun singolo), al n.3 della hit-parade. Il gruppo lo presenta in un tour affollatissimo durante il quale Bruford se ne va nei King Crimson: è sostituito da Alan White. Dal tour viene tratto YESSONGS, triplo live (n.7 in GB e n.12 in USA). Nel 1974, preceduto da una spasmodica attesa (disco d’oro solo in prenotazione) esce uno dei dischi più discussi dell’epoca: TALES FROM TOPOGRAPHIC OCEANS. E’ un concept-album doppio e complicatissimo, salutato da alcuni come l’alba di una nuova era nella musica, da altri come il primo tonfo del progressive-rock. Forse mai più un disco tanto pretenzioso si troverà al n.1 in Gran Bretagna e al n.6 in USA. Di fatto, uno dei meno soddisfatti è Wakeman, che dopo l’uscita lascia gli Yes - viene sostituito dallo svizzero Patrick Moraz, ma ritornerà nel 1976. Intanto gli altri componenti del gruppo cominciano a pubblicare alcuni progetti solisti degli altri componenti del gruppo (quello di Anderson, in particolare, condotto in coppia con Vangelis, avrà un grande successo). Dopo alcuni dischi dall’invariabile successo commerciale, nel 1980 Wakeman se ne va di nuovo, seguito da Anderson. Al loro posto entrano i Buggles, ovvero Trevor Horn e Geoff Downes, autori di “Video killed the radio star”. Dopo DRAMA, nel 1981 gli Yes si sciolgono. Howe e Downes formano gli Asia, e Squire forma i Cinema con White, Trevor Rabin e… Jon Anderson. Nel giro di pochi mesi gli Yes rinascono con Horn in cabina di regia, e questi li sottopone a deciso restyiling, facendo ottenere al gruppo un clamoroso n.1 in quasi tutto il mondo con “Owner of a lonely heart” e l’album 90125. Tuttavia Horn se ne va per diventare l’eminenza grigia dietro ai Frankie Goes To Hollywood, e solo nel 1987 gli Yes si ripresentano con le canzoni pop di BIG GENERATOR. Nel 1989 nuove tensioni portano a una scissione, e alla formazione di un gruppo cui rispetto ai bei tempi andati mancano solo due cose: il nome Yes e il bassista Chris Squire. Ma quando i fans vedono che un quartetto di nome Anderson Bruford Wakeman Howe propone “An evening of yes music”, capiscono subito cosa stanno per vedere: gli Yes. Nel 1991 Squire cede, e tutti si ritrovano in un clamoroso tour-rimpatriata che include anche Kaye, White e Rabin. Seguirà un disco intitolato UNION, dal notevole successo di pubblico. Ma visto che ormai gli Yes o si muovono in comitiva o niente, solo nel 1996 il quintetto di “Topographic oceans” (quello con Wakeman e White) si riforma per un tour immortalato nei due doppi KEYS TO ASCENSION. Un anno dopo, il produttore Billy Sherwood convince gli Yes a tornare insieme: Wakeman non ne vuole sapere, ed è Igor Khoroshev a suonare le tastiere. Sherwood finisce per entrare anche lui nel gruppo, che pubblica il poco convincente OPEN YOUR EYES nel 1998, ma si riscatta agli occhi dei fans di vecchia data con THE LADDER. Nel 2000, dopo una interminabile tournée, esce un (ennesimo) live, HOUSE OF YES.DISCOGRAFIA ESSENZIALE
YES - 1969, WEA
TIME AND A WORD - WEA, 1970
THE YES ALBUM - WEA, 1971
FRAGILE - WEA, 1971
CLOSE TO THE EDGE - WEA, 1972
YESSONGS- WEA, 1973
TALES FROM TOPOGRAPHIC OCEANS - WEA, 1974
RELAYER- WEA, 1974
GOING FOR THE ONE - 1977, WEA
TORMATO - WEA; 1978
DRAMA - WEA, 1980
90125 - WEA, 1984
BIG GENERATOR - WEA, 1987
UNION - WEA, 1991
KEYS TO ASCENSION - BMG, 1996
KEYS TO ASCENSION II - BMG, 1997
OPEN YOUR EYES - edel, 1998
THE LADDER - edel, 1999
HOUSE OF YES – LIVE FROM THE HOUSE OF BLUES - edel, 2000 (16 nov 2000)