Dub Colossus
La biografia
Biografia
Qualcuno dovrebbe ricordarsi dei Transglobal Underground, formazione world fusion di base a Londra, molto in voga negli anni Novanta ed ancora attivi. Lì militava Nick Page (col nome d’arte Count Dubulah), occupandosi di suonare il basso e di creare i sampler elettronici. Nel 2006 il musicista inglese compie un viaggio in Etiopia e, presso la capitale Addis Abeba, si imbatte in uno stuolo di suonatori locali tra cui la cantante Mimì Zenebe (definita la Edith Piaf d’Etiopia), la cantante e speaker radiofonica Tsedenia, il sassofonista Feleke Hailu, il pianista Samuel Yirga e Teremage Woretaw con il suo messengo (violino ad una corda).La combriccola prova per alcune settimane in un capanno di mattoni, con tetto di lamiera, situato sull’altopiano montuoso nei pressi della capitale etiope. Qui, con sottofondo di pioggia (data la stagione), bambini che corrono e donne che fanno il bucato, il gruppo ha registrato alcuni interessanti demo. Tornato in patria, Page si reca presso la Real World (l’etichetta di Peter Gabriel) a Bath, fa sentire i suoi provini africani e ottiene di poter registrare nei più attrezzati studi un vero e proprio album, invitando anche i sopra citati artisti etiopi. Per loro è un sogno che si avvera, considerando anche che per alcuni di loro è il primo viaggio fuori dalla loro patria natìa.
Alcuni pezzi del nuovo progetto Dub Colossus iniziano a circolare e così, ancor prima di dare alle stampe il primo disco, la band ha la prestigiosa opportunità di esibirsi, nell’estate del 2008, a Glastonbury sul palco jazz/world.
A fine novembre dello stesso anno ecco IN A TOWN CALLED ADDIS, un lavoro nel quale si ritrovano le melodie tradizionali Azmari, miscelate con l’afro-beat degli anni Settanta, il jazz ed il dub-reggae etiope dei primi anni Settanta, reso popolare da gruppi locali come Abyssinians e Mighty Diamonds. (01 feb 2009)