Mika, la scritta "omofoba", la "discriminazione", #RompiamoIlSilenzio. E il senso della misura?
OK, d'accordo, ne scriviamo anche noi, perché Mika è un cantante e noi di cantanti ci occupiamo. Sennò magari qualcuno pensa che non lo sappiamo, o che non ce ne siamo accorti, o, Dio ce ne scampi, che stiamo dalla parte sbagliata.
La storia: il cantante-giudice di X Factor terrà un concerto il 30 settembre al Mandela Forum di Firenze, e in città ci sono i manifesti che lo pubblicizzano. Qualche stupido ha scritto con la bomboletta spray su due di questi manifesti la parola "frocio". Niente di cui stupirci: che Mika sia gay l'ha annunciato lui stesso, che in giro ci sia gente che con una bomboletta spray scrive sui muri le peggiori stronzate è noto a tutti (basta guardarsi in giro), che la parola "frocio" non sia elegante mi pare ovvio.
Che ha fatto Mika, al quale una fan ha postato su Instagram la foto dei manifesti imbrattati? Dapprima - ha scritto in un tweet - "il mio istinto era di lasciar stare e ignorare l'odio di alcune persone", poi ci ha ripensato rilanciando la foto e accompagnandola con la frase "Non ho paura di chi mi discrimina. Nessuno deve averne. L'amore fa quel che vuole". E l'hashtag #RompiamoIlSilenzio sta diventando virale. Immediatamente si sono attivati i prontointerventisti dei social: Fedez, Paola Turci, Alessandro Cattelan - e il "Tiziano Ferro Team" (mi auguro all'insaputa di Tiziano).
Purtroppo la stampa sta, come sempre, travisando la faccenda, e ha cominciato a scrivere a capocchia di "omofobia" (sono già un'ottantina le notizie in rete di questo tenore). Qualcuno mi dovrebbe spiegare cosa c'entra un'offesa volgare e stupida con l'omofobia. E mi dovrebbe anche spiegare se lo stesso can can l'avrebbero messo in piedi se la scritta fosse stata un più beneducato, moderno, colto e politicamente corretto "gay".
Adesso è intervenuto il sindaco di Firenze, Dario Nardella, che, come riferiscono i giornali, "ha fatto rimuovere il manifesto omofobo". Come se qualcuno l'avesse affisso, il "manifesto omofobo", per lanciare una campagna anti-Mika (che, intelligente, simpatico e bravo, non mi pare proprio in Italia sia "discriminato" - anzi).
La prossima volta che su qualche pubblicità di intimo femminile vedremo disegnato - capita dovunque e quotidianamente, mai stati in metropolitana a Milano? - un membro maschile ("cazzo", come dicono quelli che parlano normalmente) chiederemo al sindaco di "far rimuovere il manifesto" perché offende le donne? Ma bisogna per forza far diventare "virale" una stronzata come questa, probabilmente frutto della stupidità di qualche ragazzino?
A me pare che stiamo perdendo il senso della misura. Sarà il caldo…
(Franco Zanetti)