«C’ERA UNA VOLTA LA RCA - Maurizio Becker» la recensione di Rockol

Maurizio Becker - C’ERA UNA VOLTA LA RCA - la recensione

Recensione del 29 apr 2008

La recensione

Sapete cos’è un “livre de chevet”? E’ un libro che si tiene sul comodino, il vostro libro prediletto, quello del quale leggete qualche pagina prima di addormentarvi per potervi addormentare sereni.
E sapete cos’è un “coffee table book”? E’ un libro di grande formato, ben rilegato, stampato su carta lucida, con tante belle fotografie, di quelli che si mettono lì in bella vista in salotto anche un po’ per vantarsene con gli amici che passano a trovarvi.
Quello che magari non sapete è che quando un libro assomma in sé le due caratteristiche, la faccenda si complica. Intanto perché un libro di grande formato su un comodino standard non ci sta comodo (già ci devono stare gli occhiali l’orologio il cellulare con la sveglia puntata e, per gli schifosi viziosi che fumano il sigaro a letto - come me - anche il posacenere). Poi perché un libro di grande formato non è comodo da tenere in bilico sulla pancia, se si sta seduti con la schiena appoggiata alla testata del letto e si è un po’ miopi e un po’ presbiti a causa dell’età. Infine, ed è il caso di cui sto per parlarvi, perché lo scopo di un “livre de chevet” è appunto quello di lasciarsi leggere un pochino per volta, magari lasciando un po’ vagare i pensieri. E questo invece è un libro che ti spinge a girare una pagina appena l’hai finita per sapere subito cosa ci sarà nella prossima.
Ecco, per tre mesi questo libro è stato al tempo stesso il mio livre de chevet e il mio coffee table book, e anche (come se non bastasse) il mio libro di favole preferito, il mio libro di storia preferito, e anche il mio breviario. Perché “C’era una volta la RCA (conversazioni con Lilli Greco)” è un libro meraviglioso, per uno che si occupa di musica. E’ la storia e l’epopea di un periodo fantastico (1958-1980 circa) in un posto fantastico (via Tiburtina Km 12,800, a Roma) frequentato da personaggi fantastici (sono centinaia, non posso citarli tutti e non voglio citarne solo alcuni per non fare torto agli altri). In quel posto fantastico aveva sede la RCA, la casa discografica; e il libro di Maurizio Becker racconta la storia di quel periodo fantastico vista attraverso gli occhi di Lilli Greco, che in quella RCA era musicista, produttore, compositore, e raccontata attraverso i ricordi di decine di quelle persone fantastiche.
Un progetto bellissimo, che a Becker dev’essere costato mesi (anni?) ma che, ne sono sicuro, l’ha divertito moltissimo. Forse anche più di quanto ha divertito me leggerlo, e sfogliarlo, e consultarlo – sempre rimpiangendo di non esserci stato anch’io, in quel posto in quel periodo con quelle persone: gente appassionata e feconda di idee e innamorata della musica, ben diversa dalla gente che oggi si occupa di discografia riempiendosi la bocca di marketing e di altre parole in inglese di cui non conosco il significato e nemmeno voglio conoscerlo.
Dovrebbe diventare un libro di testo, questo: da far leggere a quelli che vogliono lavorare “nella musica” e da far leggere a quelli che già ci lavorano. E da far leggere, aggiungo, a certa gente che lavora nelle case editrici che pubblicano libri su argomenti e personaggi della musica: un libro così, oggi, può arrivare solo (purtroppo) da un piccolo editore coraggioso e un po’ folle, che abbia in mente più la soddisfazione del lettore che quella dei suoi contabili. Perché pubblicare un libro così costa, e probabilmente non rende (ammesso che arrivi a ripagare le spese): ma è un gesto di cultura, una follìa generosa della quale andare fieri. Fate anche voi una follìa, compratelo. Vi assicuro che non rimpiangerete i soldi spesi.
(fz)
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