«PLAYLIST. LA MUSICA È CAMBIATA - Luca Sofri» la recensione di Rockol

Luca Sofri - PLAYLIST. LA MUSICA È CAMBIATA - la recensione

Recensione del 22 nov 2006

(Rizzoli – 439 pagine, 16,50 euro)

La recensione

“Playlist” è quella funzione dei lettori MP3 (iPod in primis) che permette di creare una compilation sul momento, mettendo in sequenza le canzoni presenti sul lettore stesso. Insomma, un aggiornamento tecnologico delle care, vecchie cassettine, che tanto hanno segnato molti ascoltatori di musica, e celebrate nostalgicamente da Nick Hornby in “Alta fedeltà”.

Il libro di Luca Sofri nasce da tutto questo: 2556 canzoni, una piccola enciclopedia (personale e non esaustiva, dice l'autore) di canzoni da scoprire, da scaricare (legalmente, s'intende) e ascoltare. Perchè “La musica è cambiata”, dice il sottotiolo e “chissenefrega”, dice l'autore, della nostalgia alla Hornby.
L'autore inglese – che scrisse un “songbook” personale in “31 canzoni” - è comunque un chiaro riferimento di Sofri, anche se il taglio è meno personale e più narrativo: il linguaggio di Sofri riesce a bilanciarsi tra leggerezza e descrizione, come il giornalismo musicale difficilmente riesce a fare.
Poi si può discutere all'infinito sulle scelte: ecco un paio di esempi: ma come? Non c'è Johnny Cash, e con tutti questi cantautori, Damien Rice è relegato ad una citazione incidentale nell'introduzione e nel testo per la sua cover di “Creep”? E si potrebbe andara avanti all'infinito... Ma in fin dei conti, questo libro sembra (volutamente) fatto apposta per suscitare discussioni di questo tipo. Una curiosità: nell'introduzione la frase “Scrivere di musica è come danzare di architettura" viene attribuita a Frank Zappa. E l'ennesima attribuzione di una delle frasi più citate della letteratura rock. Ancora più frequentemente la si attribuisce ad Elvis Costello, che però ne ha rinnegato più volte la paternità (http://www.rockol.it/intervista.php?idintervista=450); il musicologo Franco Fabbri nel suo libro "L'ascolto tabù" (Il saggiatore, 2005) ne ha discusso abbondantemente e, come rileva lo stesso Fabbri, c'è un sito, http://home.pacifier.com/~ascott/they/tamildaa.htm, che ricostruisce la storia della della frase. Zappa disse anche“Il giornalismo musicale è gente che non sa scrivere che intervista gente che non sa parlare per gente che non sa leggere". Perdonateci la pignoleria, ma la storia di questa frase è molto complessa e valeva la pena di essere citata.

Al di là di questi dettagli, rimane il fatto che “Playlist” è una lettura assai piacevole, ed una buona occasione per scoprire nuova musica.
(gs)

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