«I MITICI GUFI - Michele Moramarco» la recensione di Rockol

Michele Moramarco - I MITICI GUFI - la recensione

Recensione del 02 ott 2001

Edishow, 190 pagine, L. 40.000

La recensione

In soli cinque anni di attività, dal 1964 al 1969, i Gufi (Roberto Brivio, Gianni Magni, Lino Patruno e Nanni Svampa) hanno lasciato un segno profondo nella storia dello spettacolo italiano, con la loro attività cabarettistica intelligente e provocatoria, caratterizzata in particolare da un sapiente uso dell’humour “nero”. Nel suo volume, Michele Moramarco ripercorre la carriera del quartetto da un punto di vista molto personale – quello del seguace e ammiratore – arricchendo la ricostruzione storica con un abbondante corredo di testimonianze, fin troppo abbondante per citarle tutte (ricordiamo solo Alessandro Bergonzoni, Claudio Bisio, Cochi e Renato, Enzo Jannacci, Bruno Lauzi, Paolo Poli, Teo Teocoli).

Ma il lavoro dell’autore non si ferma al 1969: prosegue anche raccontando l’attività da solisti dei quattro componenti della formazione dopo lo scioglimento (attività che, purtroppo, per Gianni Magni è stata bruscamente interrotta dalla prematura scomparsa nel 1992). Arricchito da un interessante benché non abbondante corredo iconografico, il volume è scandito in cinque parti: “I Gufi 1964-1969 e oltre”, “Un Gufo alla volta”, “Le canzoni dei Gufi” e “La discografia dei Gufi” (i più interessanti per i nostri lettori, perché analizzano dettagliatamente la produzione discografica del gruppo, compresi i 45 giri: l’unico dei quali ad avere ottenuto un certo riscontro di vendite è stato “La sbornia” - cover di “Lily the Pink” degli Scaffold, gruppo di Liverpool con connessioni beatlesiane: ne faceva parte Michael, fratello di Paul McCartney), e “I Gufi in scena, alla radio e alla TV”.
Minuzioso, informato, completo: per appassionati, fans e studiosi.

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