«WHAM!, GEORGE E IO - Andrew Ridgeley» la recensione di Rockol

Andrew Ridgeley - WHAM!, GEORGE E IO - la recensione

Recensione del 05 ott 2021 a cura di Franco Zanetti

Voto 7,5/10

La recensione

Avevo letto il libro di Ridgeley quando è uscito, due anni fa, nell'edizione inglese, e l'ho riletto volentieri nella scorrevole traduzione italiana di Grazia Brundu.
Il memoir dell'altra metà degli Wham! deluderà solo quelli che sperassero di trovarci rivelazioni salaci sulla sessualità di George Michael - non ce ne sono, perché il libro è il tributo affettuoso e rispettoso, anzi spesso pieno di ammirazione, al "miglior amico" dell'autore, scherzosamente preso in giro solo per la sua ossessione per i capelli naturalmente ricci.
Ridgeley non rimpiange la decisione di lasciare l'intera responsabilità della composizione dei brani a "Yog", come lo chiama per tutto il libro, nella consapevolezza che George Michael fosse incomparabilmente superiore a lui come autore, anche se non nasconde di esserne stato dispiaciuto (una scelta ragionevole, comunque, perché gli permette di continuare a vivere di rendita dall'età di poco più di vent'anni, grazie all'enorme successo commerciale della produzione discografica del duo).


Le vivide descrizioni dei momenti topici dell'avventura Wham!, durata nemmeno quattro anni (il viaggio in Cina, la partecipazione al Live Aid, le riprese del video di "Last Chritmas") rendono particolarmente gustosa la lettura, che spesso offre momenti di sincera e divertita autoironia (a proposito, soprattutto, della nomea di "stallone" che i tabloid britannici attribuirono a Ridgeley).
Per i fan degli Wham! - che oggi hanno quarant'anni in più - un bagno nella nostalgia; per gl altri, un viaggio nell'industria dello show business anni Ottanta, con i suoi eccessi e le sue esagerazioni.

Franco Zanetti

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