«BEING JANIS - Marika Lucciola» la recensione di Rockol

Marika Lucciola - BEING JANIS - la recensione

Recensione del 02 mar 2021 a cura di Franco Zanetti

Voto 5/10

La recensione

A Marika Lucciola "le biografie non sono mai particolarmente piaciute". Lo scrive, convinta, in apertura del suo libro, subito prima di informarci che "una non-biografia è quello che ci vuole". 
Tutto questo potrebbe anche interessarci, se Marika Lucciola fosse un nome già affermato, una opinion leader, qualcuno il cui parere e la cui opinione hanno dimostrato di avere peso. Ma Marika Lucciola, a parte collaborare occasionalmente con due pur rispettabili siti musicali ("LaScimmiaPensa" e "RockAndMetalInMyBlood"), è al primo libro. Niente di male, eh: ci sono stati debutti letterari folgoranti. Questo però non lo è. 
Prima di scrivere le righe che seguono sono andato a leggere alcuni degli articoli firmati Marika Lucciola per i due siti sopra citati (su "LaScimmiaPensa" ho trovato un articolo del gennaio 2020, una panoramica delle uscite discografiche previste per il nuovo anno, e una breve recensione di un festival musicale di Vasto; su "RockAndMetalInMyBlood" ne ho trovato uno solo, una monografia degli Smiths).

Soffrono dello stesso, preciso vezzo di questo libro: sono scritti in prima persona e si rivolgono al lettore in modo colloquiale.
"Penserete di me che sono un diavolo tentatore", "per come la vedo io", "avevate veramente bisogno dell'ennesimo giudizio sulla sua musica?", "che motivo aveva, chiederete voi, per buttare all'aria una possibilità come quella?", e via così per tutte le 176 pagine del libro. 
E cos'è, allora, "Being Janis"? E' una sorta di biografia riassunta (facendo ampio ricorso a "Janis. Her life and her music", prima che fosse tradotta in italiano - l'ho recensito qui pochi giorni fa) e commentata da una "giovane donna figlia degli anni Novanta" (Marika Lucciola, appunto, così si autodescrive) che cerca di spiegarci le spinte, le motivazioni, le pulsioni, le fragilità, le contraddizioni di Janis Joplin, ma lo fa con un linguaggio fastidiosamente condiscendente, come se parlasse a una platea di poveri incompetenti. "E' inutile spiegarvi a quale categoria la nostra Janis appartenesse". "Se credete che quello di Janis fosse solo un incredibile talento, be', vi sbagliate", "non devo essere io a spiegarvi che si trattava di uno di quei tipi poco raccomandabili". Insomma, avete capito il tono.
Gianluca Testani di Arcana ha creduto che Marika Lucciola fosse in grado di elaborare un pensiero più esteso di un singolo articolo - lo scrive lei nella pagina dei ringraziamenti. Gianluca Testani ne sa molto più di me, di editoria musicale, e rispetto la sua opinione: ma stavolta non la condivido. Al lavoro di Marika Lucciola sarebbe servito un editing spietato, che non c'è stato. Sarà per la prossima volta, magari.

Franco Zanetti

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