«JANIS - LA BIOGRAFIA DEFINITIVA - Holly George-Warren» la recensione di Rockol

Holly George-Warren - JANIS - LA BIOGRAFIA DEFINITIVA - la recensione

Recensione del 26 feb 2021 a cura di Franco Zanetti

Voto 8,5/10

La recensione

Recensendo in questa rubrica un altro libro della stessa autrice recentemente pubblicato in traduzone italiana ("Un uomo chiamato distruzione", la biografia di Alex Chilton) ho scritto: "Provo invidia, lo confesso, per gli autori anglosassoni di libri di argomento musicale. Anche favoriti dal fatto di scrivere in una lingua pressoché franca, nel senso che conoscere l’inglese è sostanzialmente un obbligo per gli appassionati di musica di tutto il mondo, ma anche dall’occuparsi di personaggi noti internazionalmente, riescono a lavorare con la dovuta attenzione, avendo a disposizione il tempo necessario e (soprattutto) venendo remunerati decorosamente".
Per darvi un'idea: delle 480 pagine del volume, 27 sono occupate dalle note, nove sono di bibliografia, e otto sono quelle dei "ringraziamenti" dell'autrice, dai quali si apprende che la scrittura del libro le è costata quattro anni di fatica, durante i quali, oltre ad aver viaggiato nei luoghi in cui Janis Joplin è vissuta e ad avere intervistato più di cento persone che con Janis hanno avuto qualche tipo di frequentazione o conoscenza, ha compulsato archivi, biblioteche, raccolte di documenti.


Un lavoro lungo e accurato, il cui risultato è davvero - come dice il titolo italiano - la biografia "definitiva" della cantante texana (il titolo originale è l'altrettanto definitivo "Janis. Her life and music").
Me lo sono letto tutto, imparando molte cose che non sapevo della vita e della musica di Janis Joplin. Apprendendo i nomi di (quasi) tutti i tizi e le tizie (anche di passaggio, e sono stati molti) con i quali è andata a letto, venendo informato nei dettagli sulla sua complicata relazione con la famiglia, incontrando lungo le pagine decine e decine di personaggi del mondo della musica che con Janis hanno avuto a che fare in un modo o nell'altro. "Tanta roba", come dicono oggi. Forse anche troppa, in effetti. Va però detto che l'autrice, pur non trascurando elementi meno, come dire, edificanti della biografia della Joplin (segnatamente l'alcol e le droghe), non manca di far comprendere la sua ammirazione per la cantante, e lo fa con empatia tutta femminile.
Buona la traduzione di Sara Prencipe e Luca Fusari (coppia anche nella vita privata), pur con qualche esitazione - "harmonies", nel rock, sono "i cori", non "le armonie".

Franco Zanetti

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