«THE SHADOW SIDE - Andy Biersack» la recensione di Rockol

Andy Biersack - THE SHADOW SIDE - la recensione

Recensione del 02 ago 2016

Voto 7/10

La recensione


Dopo dieci anni trascorsi a vestire i panni di frontman degli statunitensi Black Veil Brides, insieme ai quali ha pubblicato un totale di quattro album in studio, Andy Biersack ha deciso di mettersi in proprio. Attenzione, però: non ha abbandonato i Black Veil Brides, band da lui stesso fondata nel 2006, ma ha semplicemente voluto prendersi un po' di spazio per lavorare a proprie canzoni, senza condividere lo studio di registrazione con i suoi compagni di band. L'annuncio dell'avvio della carriera solista era stato già fatto nel 2014, quando Biersack aveva pubblicato il singolo "They don't need to understand", un bell'inno rock scandito dai colpi duri e precisi alla batteria e con accenni elettronici, una produzione molto vicina agli ultimi album degli U2. Si trattava di un biglietto da visita, un modo per dire: "Datemi un po' di tempo e vi faccio ascoltare altra bella roba". 



Di tempo, Andy Biersack, ne ha avuto: si è preso due anni per lavorare al suo primo album solista, questo "The shadow side". Il disco, pubblicato con il nome d'arte di Andy Black, contiene 13 canzoni prodotte da John Feldmann, un pezzo grosso della scena alternative-rock statunitense, membro fondatore della band ska-punk dei Goldfinger, uno che nel corso della sua carriera ha prodotto gente come Good Charlotte, Escape the Fate, The Used, All Time Low e The Red Jumpsuit Apparatus. Ed è proprio a questi gruppi che il già frontman dei Black Veil Brides si è voluto rifare con il suo primo disco da solista: non è un caso se alle registrazione dei brani hanno preso parte Patrick Stump dei Fall Out Boy, Gerard Way dei My Chemical Romance, Rian Dawson degli All Time Low, Ashton Irwin dei 5 Seconds of Summer (non siate scettici, ascoltate le canzoni della band australiana e mettete da parte i pregiudizi: perché i 5 Seconds of Summer suonano, e suonano pure bene), Travis Barker e Matt Skiba dei Blink-182 e Quinn Allman degli Used.

Per Andy Black non deve essere stato facile lavorare a questo disco: stando a quanto ha dichiarato lo stesso cantante, "The shadow side" è nato parallelamente rispetto al nuovo album dei Black Veil Brides, di prossima pubblicazione. Ciò nonostante, Biersack ha scritto qualcosa come 45 canzoni: l'ispirazione, insomma, non è mancata. Il disco, che è stato anticipato dal singolo "We don't have to dance", può sorprendere i fan dei Black Veil Brides: se vi aspettate un album vicino alle produzioni di Andy Biersack con la sua band, siete fuori strada. "È più U2 che Megadeth", ha sintetizzato il cantante, indicando nell'unione tra elementi propri del rock e atmosfere elettroniche la cifra stilistica che caratterizza i 13 pezzi contenuti nel suo album solista. "The shadow side" è un disco dal mood rock'n'roll ma con un puglio pop: il suono è coinvolgente, le melodie incisive, gli arrangiamenti squisiti. Unire pop e rock non è facile: spesso viene fuori robaccia che non viene apprezzata né dagli appassionati di musica pop né dagli appassionati di musica rock. Andy Black riesce, con questo disco, a conquistare entrambi. 

 

Tracklist

01. Homecoming king
02. We don't have to dance
03. Ribcage
04. Stay alive
05. Love was made to break
06. Beautiful pain
07. Put the gun down
08. Drown me out
09. Paint it black
10. Break your halo
11. Louder that your love
12. Broken pieces
13. The void

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