«WASP STAR - XTC» la recensione di Rockol

XTC - WASP STAR - la recensione

Recensione del 01 giu 2000

La recensione

Si sapeva già, fin dall'uscita del primo "Apple Venus", che il secondo capitolo avrebbe visto gli XTC alle prese con una strumentazione più schiettamente rock rispetto al predecessore, dove erano gli arrangiamenti orchestrali a dare il tono generale, e le chitarre erano perlopiù acustiche. Puntualmente, il primo brano di "Wasp star", "Playground", dimostra che non erano promesse da marinaio: riff di chitarra elettrica, batteria, basso e melodia in classico stile Andy Partridge. Quello che si dice iniziare nel migliore dei modi, e pazienza se subito dopo "Stupidly happy", quasi immobilizzata su un'unico riff, duri forse un minuto di troppo (ma le rime baciate con cui si apre non mancheranno di deliziare i fans del gruppo): l'importante è che gli XTC, anche se impietosamente decimati, siano di nuovo funzionanti. Il dittatore Partridge continua a prendersi gran parte dello spazio, e Moulding si accontenta di firmare solo tre delle dodici canzoni. Come spesso gli accade di fare, infila però almeno una delle più belle del disco, la spoglia ed acustica "Boarded up". Putroppo, qualcosa dello spirito più beffardo e bizzarro degli XTC è andato perso, ma gli anni passano, gli spigoli si smussano, ed è noto che Partridge ha ambizioni - ampiamente legittime - da grande autore. Forse, il formato rock comincia ad andargli stretto, e il buon Andy sembrava tutto sommato più a suo agio alla prese con orchestra e chitarra acustica. Detto ciò, "Wasp star" conferma che il duo di Swindon fa parte di una categoria di artigiani pop a se stante, e ha abbastanza argomenti per farsi ben volere dalla pattuglia (forse non numerosissima, ma sicuramente tenace) degli affezionati. Questi troveranno decisamente familiare "I'm the man who murdered love", parente stretta di varie cose del passato (a partire dalla remota "Statue of liberty"), e si divertiranno ad ascoltare Partridge in veste soul/blues in "Wounded horse". Tutti gli altri, continueranno a occuparsi di altro, come sempre. Peggio per loro.
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