«EXISTENTIAL RECKONING - Puscifer» la recensione di Rockol

Con il nuovo album firmato Puscifer tornano gli enigmi di Maynard James Keenan

La creatività del frontman dei Tool sembra non conoscere limiti: cinque anni dopo “Money Shot” arriva un nuovo lavoro dei Puscifer, “Existential Reckoning”, un disco con un arco narrativo intricato dove la musica è un elemento fondamentale del racconto.

Recensione del 11 nov 2020 a cura di Elena Palmieri

Voto 8/10

La recensione

Conosciuto soprattutto per essere il leader dei Tool, Maynard James Keenan ha descritto sul proprio profilo MySpace il suo progetto parallelo, Puscifer, come “la manifestazione del mio subconscio creativo”. Quella che nel 1995 era stata presentata come una band fittizia in un episodio della serie Mr. Show with Bob and David negli anni è diventata anche una sorta di rifugio artistico per Keenan. Gli album pubblicati a nome Puscifer - “‘V’ Is for Vagina” del 2007, “Conditions of My Parole” del 2011 e “Money Shot” del 2015 - hanno permesso all’artista di dare retta al lato più goliardico e divertente del suo carattere, decisamente meno rigoroso di quello da cervellotico frontman del gruppo di “Ænima” e meno emotivo di quello che traspare dalle canzoni firmate A Perfect Circle. 

Nonostante negli ultimi anni Maynard James Keenan sia stato impegnato a realizzare e a consegnare ai mercati il disco “Eat the Elephant” (2018) insieme al suo socio Billy Howerdel e con i Tool l’album “Fear Inoculum” (uscito nel 2019 a distanza di 13 anni da “10,000 Days”), la creatività di James Herbert Keenan - questo il nome all’anagrafe del 56enne cantante e autore - non si è esaurita. A distanza di 5 anni dall’ultimo lavoro del suo progetto parallelo - in un anno in cui la stessa voce della band alternative metal losangelina ha avuto a che fare con il Covid-19 in prima persona - Keenan è tornato con una nuova prova sulla lunga distanza firmata Puscifer, “Existential Reckoning”, per portare avanti la storia legata ai personaggi di finzione Billy D, presumibilmente vittima di un rapimento alieno, e la di lui moglie Hildy Berger.

La musica come elemento narrativo

Per lavorare sul nuovo album dei Puscifer - e indagare sulla sparizione di Billy D - Maynard James Keenan, sotto lo pseudonimo di Dick Merkin (questo il nome dell’agente che interpreta) ha voluto nuovamente al suo fianco Mat Mitchell  e Carina Round, e ha arruolato Greg Edwards, Gunnar Olsen e Sarah Jones. Come degli agenti in stile “Men in Black”, gli artisti hanno unito le forze e hanno dato forma a “Existential Reckoning” (oltre che a mettersi alla ricerca dell’uomo scomparso, descritto da Keenan in un’intervista per Kerrang! come “una figura rappresentativa di quelle persone che ricordano che non siamo nemici l'uno dell’altro”). Il risultato è un disco di 12 tracce con un arco narrativo intricato, una storia con un mistero che forse è meglio lasciare irrisolto per poter assaporare il fascino dei Puscifer e del loro suono. Il talento di Maynard James Keenan viene confermato dal fatto che la narrazione, il cui elemento essenziale è la musica - non solo i testi delle canzoni - rimane radicata in una certa risonanza emotiva, slegando così il suo progetto dalla definizione di “band sciocca del frontman dei Tool”. “Be damned, dumb, dumb, be doomed”, ripetono all’unisono le voci di Keenan e Carina Round nel ritornello del singolo “Apocalyptical”, un pezzo contro le manipolazione delle informazioni in rete e le teorie cospirazioniste. Sono i suoni elettronici di sintetizzatori e drum machine, già sapientemente esplorati in passato e ancora una volta componenti predominanti dell’ambiente sonoro di un lavoro dei Puscifer, a portare l’ascoltatore a immergersi completamente nelle avventure di Keenan e soci nel deserto dell’Arizona (dove si trova - tra le altre cose - Arcosanti, progetto urbano ideato negli anni ’70 da Paolo Soleri che è stato scelto come location per il concerto in streaming dello scorso 30 ottobre). Come emerge dalla seconda traccia di “Existential Reckoning”, l’album si colora di atmosfere retrò, pur suonando moderno e all’avanguardia. Mat Mitchell - in un’intervista concessa a Consequence of Sound - ha raccontato di aver usato il Fairlight CM IIx e il Synclavier II (sintetizzatore/campionatore digitale degli anni Ottanta) per lavorare sul suono del disco. Sotto il tappeto di synth, Greg Edwards, Gunnar Olsen e Sarah Jones costruiscono il lato melodico delle canzoni. In un brano come “Bedlamite”, dove si sentono richiami ai Tool, il cantato di Keenan e Round è sostenuto dalla sezione ritmica mentre in “Bedlamite” - per esempio - le voci si appoggiano su parti di chitarra e basso, ricordando momenti di “The Fragile” (1999) dei Nine Inch Nails.

La canzone da ascoltare: “A Singularity”

Seppur distante dai riff distorti e dalle atmosfere cupe dei Tool, oltre che dagli elementi prog metal sperimentati nei lavori usciti a nome A Perfect Circle, “Existential Reckoning” ha tutte le carte in regola per soddisfare i fan e gli estimatori di Keenan. Nel disco trovano spazio sia il lato più scanzonato dell’artista statunitense (“Bread And Circus”) che quello più riflessivo. “The Underwhelming”, per esempio, è un brano electro-pop che riflette sulla consapevolezza delle persone riguardo a ciò che succede intorno a loro, come la pandemia da Coronavirus, e alla necessità di reagire in modo appropriato. Grazie al successore di “Money Shot” Maynard James Keenan è, inoltre, riuscito a dare voce anche alla parte più intima e personale di sé, come nel brano "A Singularity”. È sicuramente tra le tracce più interessanti dell’album, per il suo essere distante dalle sonorità e dagli stati d’animo delle altre canzoni. È un momento solitario, in cui il leader dei Tool scopre la sua indole più pensierosa. “Leave me to my darkness / Leave me to my grieving, go / Leave me to my silence”, canta con raccolta grandiosità Keenan nel nono brano di “Existential Reckoning”, una ballad di libera interpretazione - ancora più enigmatica delle altre canzoni del disco. "A Singularity” è il momento in cui esce fuori con chiarezza il bello dei lavori dei Puscifer, che possono essere presi con serietà o leggerezza a seconda di come li si ascolta e che racchiudono al loro interno alcune chicche tutte da scoprire.

TRACKLIST

01. Bread And Circus (06:28)
02. Apocalyptical (05:22)
03. The Underwhelming (05:04)
04. Grey Area (03:58)
05. Theorem (05:04)
06. UPGrade (04:53)
09. A Singularity (05:30)
10. Postulous (03:41)
11. Fake Affront (03:28)
12. Bedlamite (04:50)
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