«LET THERE BE ROCK - AC/DC» la recensione di Rockol

I dischi fondamentali del rock: "Let there be rock" degli AC/DC

Un album al giorno attraverso le recensioni del libro "Rock: 1000 dischi fondamentali. Più 100 dischi di culto”, curato da Eddy Cilia e Federico (con Carlo Bordone e Giancarlo Turra) per Giunti. Ecco la nostra scelta odierna dalla sezione “Capolavori”

Recensione del 13 lug 2020

La recensione

Quel che si dice uno “slow seller”... Consulti gli annali di “Billboard” e scopri sorpreso che, lungi dall’essere il successo travolgente che si è cementato in una falsa memoria collettiva, il primo album per la Atlantic del quintetto di Sydney arrestava la sua corsa nella graduatoria USA dei 33 giri a un modesto n.154. Eppure negli Stati Uniti è certificato doppio platino, il che significa almeno due milioni di copie vendute dacché nel luglio 1977 LET THERE BE ROCK raggiungeva i negozi americani oltre che quelli europei. Faranno in ogni caso parecchio meglio la raccolta HIGH VOLTAGE, la riedizione datata 1981 di DIRTY DEEDS DONE DIRT CHEAP e HIGHWAY TO HELL: rispettivamente tre, sei e sette i milioni di copie totalizzati sempre e solo oltre Atlantico (anche se, trattandosi di australiani, sarebbe più corretto dire oltre Pacifico). Per non parlare di BACK IN BLACK e del suo record pazzesco: ventidue i dischi di platino collezionati a oggi.

Classifiche e statistiche a parte, questo lavoro dal titolo biblico/programmatico resta la pietra d’angolo dell’edificio di una fama immensa. Già popolarissimi in patria (tre gli LP in curriculum), gli AC/DC non fallivano l’appuntamento con il primo lavoro concepito espressamente per i mercati europeo e statunitense. Hard granitico ma nel contempo dinamico il loro, venato di blues e di rock’n’roll e scandito da riff di fenomenale efficacia. Hanno scritto in fondo sempre la stessa canzone o al massimo le stesse due i fratelli (originari di Glasgow) Angus e Malcolm Young, ma almeno fino a BACK IN BLACK dell’80 (primo album con il nuovo cantante Brian Johnson, sostituto del defunto per troppo alcool Bon Scott) sarà lecito non farci caso. LET THERE BE ROCK è una parata di classici gioiosamente annichilente, dal brano omonimo a "Bad Boy Boogie", da "Problem Child" a "Hell Ain’t A Bad Place To Be" a (soprattutto) "Whole Lotta Rosie".

Il testo qui sopra riprodotto è tratto, per gentile concessione dell'editore e degli autori, dal volume "Rock: 1000 dischi fondamentali. Più 100 dischi di culto” , curato da Eddy Cilia e Federico Guglielmi (con Carlo Bordone e Giancarlo Turra) , edito da Giunti nel 2019.  Il libro è acquistabile qui.

TRACKLIST

01. Go Down (05:31)
02. Dog Eat Dog (03:34)
03. Let There Be Rock (06:06)
04. Bad Boy Boogie (04:27)
05. Problem Child (05:24)
06. Overdose (06:09)
08. Whole Lotta Rosie (05:33)
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