«WOMEN IN MUSIC PT. III - Haim» la recensione di Rockol

Con la loro irriverenza le Haim ci propongono la colonna sonora di questa estate particolare

Le sorelle di San Fernando Valley tornano con un nuovo album, caratterizzato da atmosfere dal sapore anni ’70, e mostrano una propria personalità inedita per dimostrare di non essere solo delle donne carine che scrivono, suonano e cantano bene.

Recensione del 10 lug 2020 a cura di Elena Palmieri

La recensione

Sguardo impassibile fisso in camera, braccia conserte o appoggiate sui fianchi: così Danielle, Este e Alana si presentano nella fotografia scattata da Paul Thomas Anderson per la copertina del nuovo album delle Haim, “Women in music pt. III”. Immortalate dietro il bancone di una rosticceria, con alle loro spalle una sfilza di salumi giganti, le tre sorelle di San Fernando Valley rivelano quell’umorismo e quell’irriverenza che le caratterizzano, mentre l’ambientazione e i colori dello scatto rivelano le atmosfere dal sapore anni ‘70 ricreate nel terzo disco del gruppo californiano.

Con “Women in music pt. III” le Haim invitano l’ascoltatore a partire per un viaggio che prende il via con il sassofono di “Los Angeles”, dove il genere pop si colora di uno spruzzo di jazz e la voce di Danielle si interroga sul suo rapporto con la propria città natale e New York. Dopo aver esplorato i territori del dolore, della depressione ma anche dell’amore, il trio di San Fernando Valley conclude questo viaggio tornando nella sua Città degli Angeli, che viene cantata nell’ultima traccia del disco, “Summer Girl”. Uscito a luglio del 2019, il primo singolo estratto dall’ultimo lavoro delle Haim cita direttamente “Walk on the wild side” di Lou Reed e suggerisce la chiave di lettura di “Women in music pt. III”. Mentre si ha la sensazione di ascoltare una canzone trasmessa da una radio anni ’70 in piena estate, con il suono del sax di Henry Solomon che colora il pezzo, in “Summer Girl” Danielle prova a reagire a quel sentimento di incertezza affiorato anni fa quando al suo fidanzato Ariel Rechtshaid - nonché produttore della band - è stato diagnosticato il cancro ai testicoli.

Con all’attivo due album in studio, diverse collaborazioni con altri artisti - come, tra gli altri, i Vampire Weekend, con i quali Danielle ha collaborato all’ultimo disco di Ezra Koenig e soci, “Father of the bride” del 2019 - le tre sorelle, per realizzare la loro terza prova sulla lunga distanza, sono entrate in studio di registrazione portando con sé tutto il proprio talento musicale, unito alle loro esperienze personali e alle difficoltà affrontate negli ultimi anni. In “Women in music pt. III” - prodotto da Danielle, Rechtshaid e Rostam Batmanglij - le Haim rivendicano la posizione delle donne nella musica. Il trio denuncia il sessismo che regna in questo mondo in brani come, per esempio, “Man from the magazine”, una ballata in cui la chitarra acustica accompagna il racconto di un’intervista rilasciata da Este.

L’ideale seguito di “Something to tell you” del 2017, pur senza discostarsi troppo dal calore e dalla freschezza delle sonorità con cui le tre sorelle si sono fatte conoscere, perde quella leggerezza che si ritrovava nei lavori precedenti del gruppo per lasciar spazio a momenti più cupi o riflessivi. 

Esplorando diversi stili, rubando suoni r&b per il brano “3am” o rivisitando il suono delle Haim basato sulle percussioni e dal sapore pop-rock per “Don’t wanna”, il trio trova il modo di rischiara e la sua musica riflette i temi delle canzoni di “Women in music pt. III”. Così, oltre a brani soft rock che raccontano relazioni d’amore complicate, nell’ultimo disco delle Haim si trovano anche pezzi più audaci come “I Know alone” che, caratterizzato dal suono dei synth e dall’omaggio a Joni Mitchell (“Screaming every word of ‘Both sides now’), esplora il tema della solitudine e il sentimento della malinconia.

Spinte dall’ambizione di dimostrare di non essere solo delle donne carine che scrivono, suonano e cantano bene, le tre sorelle hanno esplorato diversi territori musicali per mostrare una propria personalità inedita nel loro nuovo disco. Brani come “FUB” (“Fucked up but true”), in cui il suono della chitarra elettrica accompagna parole semplici ma non banali per descrivere le difficoltà di una relazione d’amore sbagliata, suggeriscono come “Women in music pt. III” sia il frutto di una ricerca melodica e stilistica, unita a un percorso introspettivo che ha dato vita a canzoni intime e che affrontano tematiche in modo non superficiale. Il singolo electro-pop “Now I’m in it”, per esempio, è una riflessione sulla vita di Danielle, Alana ed Este - a cui è stato diagnosticato il diabete quando era ancora adolescente - che hanno dovuto imparare a far convivere i propri impegni professionali con i loro problemi personali o di salute. La ballad dai tratti acustici “Hallelujah”, invece, racconta il dolore di Alana per la scomparsa della sua migliore amica.
Grazie tutti questi elementi le Haim sono riuscite a presentare un lavoro che unisce la spensieratezza solo apparente della loro musica a momenti più ricercati. “Women in music pt. III”, per questo motivo, suona diverso rispetto ai precedenti album del gruppo e riesce a convincere anche chi non è mai stato fan del trio di Los Angeles. 

Atteso sui mercati lo scorso 24 aprile e poi rimandato a causa dell’emergenza Coronavirus, “Women in music pt. III” arriva al momento giusto per diventare la colonna sonora di un viaggio da intraprendere in macchina con i finestrini abbassati durante questa estate particolare, con la quarantena che sembra già un ricordo lontano ma con il virus ancora in circolazione.

TRACKLIST

01. Los Angeles (03:20)
02. The Steps (04:07)
03. I Know Alone (03:46)
04. Up From A Dream (03:17)
05. Gasoline (03:13)
06. 3am (03:10)
07. Don't Wanna (03:21)
08. Another Try (03:25)
09. Leaning On You (03:21)
10. I've Been Down (02:51)
13. FUBT (03:13)
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