«BURY THE HATCHET - THE COMPLETE SESSIONS - Cranberries» la recensione di Rockol

Cranberries - BURY THE HATCHET - THE COMPLETE SESSIONS - la recensione

Recensione del 04 mag 2000

La recensione

Due Cd, la stessa immagine di copertina dell'originario "Bury the hatchet" in una confezione che ricorda quella dei long playing in vinile, i brani dell'album riproposti al completo con l'aggiunta di un bonus di sette canzoni in versione live e cinque canzoni inedite, mai incluse precedentemente in un loro disco. Ecco veste e contenuto di questo "Bury the hatchet-The complete sessions", un Cd che fa il punto della situazione artistica dei Cranberries, tornati alla ribalta lo scorso anno con un album fatto di melodie orecchiabili e piuttosto vicine al pop. E i brani scelti per entrare a far parte di questo "complete sessions" confermano l'impressione che già si era avuta all'ascolto dell'album: ovvero la scelta dei Cranberries di puntare sulla semplicità delle melodie e dei testi, supportata da un buon apparato di chitarre e dalla particolarità della voce di Dolores O'Riordan. "Baby blues" è infatti una sorta di cantilena ritmata, così come "Sweetest thing", che si caratterizza per una leggerezza melanconica da nenia. Più interessanti le sonorità di "Woman without pride", dove però in certi passaggi Dolores O'Riordan sembra fare il verso a se stessa. Anche "Such a shame" si colloca nel filone della ballata dal ritornello melodico e ritmato. Meno "semplice" è la scelta musicale del brano "Paparazzi on mopeds", in cui il gruppo recupera certe sfumature più cupe: il tutto accompagnato da un testo in cui si parla di una "celebrità", di una "icona", che i paparazzi, sulle loro motociclette, guardano morire. A conferma che anche i temi di queste cinque tracce "bonus" si integrano senza soluzione di continuità con i temi portanti di "Bury the hatchet", dalla maternità (cantata nel singolo "Animal instinct" e ripresa in "Baby blues") all' insofferenza di Dolores per l'invadenza dei media nelle vicende della sua vita privata (l'interessante "Loud and clear" e la già citata "Paparazzi on mopeds" ). Niente di nuovo, dunque, in questi brani più o meno inediti: solo la conferma di una scelta musicale che punta meno sulla sperimentazione e più sulla melodia. Le tracce incluse nella versione live, registrate durante il concerto parigino all'Omni Sport Palais di Bercy, confermano la buona resa dal vivo dei brani di "Bury the hatchet" che acquistano quel tanto di ruvido che basta per dare il giusto risalto e la giusta grinta a canzoni comunque trascinanti e piacevoli.

TRACKLIST

CD1
01. Animal instinct
02. Loud and clear
03. Promises
04. You and me
05. Just my imagination
06. Shattered
07. Desperate Andy
08. Saving grace
09. Copycat
10. What's on my mind
11. Delilah
12. Fee fi fo
13. Dying in the sun
14. Sorry son
15.

CD2”
01. Part one
02. Baby blues
03. Sweetest thing
04. Woman without pride
05. Such a shame
06. Paparazzi on mopeds
07. Part two
08. Promises (live)
09. Animal instinct (live)
10. Loud and clear (live)
11. You and me (live)
12. Shattered (live)
13. Desperate Andy (live)
14. Delilah (live)
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