«CRISTIAN BUGATTI - Bugo» la recensione di Rockol

Bugo è finalmente entrato "nel giro giusto"

Da sempre considerato l'esponente più conosciuto tra i meno conosciuti della scena rock indipendente italiana, a Sanremo il cantautore ha trovato quella popolarità "mainstream" che non aveva. Ecco la recensione del suo nuovo album.

Recensione del 11 feb 2020 a cura di Mattia Marzi

La recensione

Voleva fare il cantante delle canzoni inglesi, così nessuno capiva che diceva. Essere alcolizzato, spaccare i camerini, vestirsi male e andare sempre in crisi. Invece a 46 anni Bugo è arrivato a calcare il palco più istituzionale della musica italiana, quello del Teatro Ariston, in gara - per la prima volta - al Festival di Sanremo. Un traguardo importante per il cantautore lombardo (ma piemontese d'adozione), arrivato a vent'anni dall'album d'esordio "La prima gratta".

Come è andata a finire lo sappiamo tutti: la lite con Morgan, con il quale Bugo aveva deciso di condividere l'esperienza sanremese, ha assunto le proporzioni di un fratricidio artistico che ha causato la squalifica del duo dalla gara. Però in compenso ha permesso alla voce di "Io mi rompo i coglioni" di ottenere quella popolarità "mainstream" che prima del Festival non aveva, lui che è sempre stato considerato l'esponente più conosciuto tra i meno conosciuti della scena rock indipendente italiana degli Anni Duemila. La ventennale amicizia con l'ex leader dei Bluvertigo è andata a farsi benedire, mentre il sodalizio tra i due su "Sincero" rivive nel nuovo album di Bugo, intitolato semplicemente "Cristian Bugatti" (è il suo vero nome).

Nelle nove canzoni contenute nel disco, che arriva a quattro anni dal precedente "Nessuna scala da salire" e a due dalla raccolta "RockBugo", Bugatti racconta la crisi di mezza età di un rocker come lui, partito dalla provincia novarese per inseguire i suoi sogni di rock'n'roll, passato per MTV (nei primi Anni Duemila finire lì significava svoltare la propria carriera) e per i piani alti degli uffici delle major (nel 2002 uscì "Dal lofai al cisei", primo album per una multinazionale dopo gli esordi come indipendente), tornato alle sue origini rock quando capì che il "mainstream" non faceva per lui, arrivato a mettere piede sul palco più celebre della musica "pop" italiana e lì diventato - non per sua colpa - protagonista di quel circo che è il Festival di Sanremo.

"Cristian Bugatti" suona come un disco pop. Un disco pop come lo possono essere un disco di Biagio Antonacci o di Ermal Meta (con il quale Bugo, oltre a condividere l'etichetta, duetta in "Mi manca"). La produzione è di Simone Bertolotti e di Andrea Bonomo, già collaboratori di - tra gli altri - Marco Mengoni, Francesco Renga, Laura Pausini, Paola Turci e Giusy Ferreri, che hanno aiutato il cantautore a mettere da parte i suoni grezzi dei suoi precedenti lavori e ad abbracciare sonorità più rotonde e dritte, dando alle canzoni di Bugo quel tocco di radiofonicità che prima non avevano. Senza però rinunciare a quelli che sono sempre stati i principali riferimenti del cantautore, su tutti il Vasco degli Anni '80 ("Stupido eh?") e Battisti (che viene anche citato in "Un alieno").

Con l'ironia e il sarcasmo che da sempre contraddistinguono la sua scrittura, Bugo canta la sua quotidianità: quella di chi a quasi cinquant'anni esce dalla sua tana e prova ad adattarsi al mondo là fuori, tra bizzarri tweet, storie su Instagram con gli occhiali da sole ("Come mi pare"), che va ai compleanni degli amici e parla di soldi e dei figli degli altri ("Mi manca"), ma che fondamentalmente sta meglio buttato sul divano a guardare le repliche del Festivalbar e a surfare sulla tristezza con olive e champagne ("Un alieno"). Non sarà mai il cantante delle canzoni inglesi che sognava di essere quando con i suoi Quaxo - la sua prima band - incideva demo ispirandosi ai Nirvana, al grunge e al rock americano, ma è finalmente entrato "nel giro giusto". E nonostante tutto, continua a ballare come gli pare e piace.

TRACKLIST

01. Quando impazziro' (03:25)
02. Sincero (feat. Morgan) (03:41)
03. Come mi pare (03:20)
04. Al paese (03:35)
05. Che ci vuole (03:54)
06. Fuori dal mondo (03:56)
07. Mi manca (feat. Ermal Meta) (04:07)
08. Un alieno (03:23)
09. Stupido eh? (06:12)
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.