«DODICI MESI - Fosco 17» la recensione di Rockol

In "Dodici Mesi" l'anno straordinario e complicato di Fosco 17

Un diario di bordo, romantico e surreale, nel primo album del giovane cantautore bolognese, tra umanità difettosa e una vita ancora tutta da scoprire

Recensione del 25 nov 2019 a cura di Marco Di Milia

La recensione

La città, le luci, i monolocali, le fermate del metrò e un sacco di sigarette, pardon, di paglie. Sono questi elementi cittadini che affollano le storie raccontate da Luca Jacoboni, in arte Fosco 17. Il cantautore bolognese narra con il disincanto dei suoi ventiquattro anni l’ordinaria amministrazione della quotidianità, in una vita ancora tutta da scoprire nelle vicende tragicomiche del suo album di debutto, intitolato “Dodici Mesi”.

Un anno di piccoli e grandi dissesti che Fosco 17 ha rappresentato nei suoi brani, senza paura di evidenziare le brutture di un appartamento solitario, le botte prese in giro e il freddo di un inverno che rischia di gelare persino i sentimenti. Nel mezzo, le ragioni del cuore che si susseguono nell’universo un po’ sconclusionato di “Dodici Mesi”, in cui, tra il malinconico e il grottesco, il giovane Luca non ha paura di mostrare le tante sfaccettature di una condivisibile e difettosa umanità. Dopo un EP di assaggio, “Prima Stagione”, pubblicato nel 2016 e la partecipazione con il brano “Dicembre” a Sanremo Giovani arrivando fino alla finale del concorso - poi vinto da un certo Mahmood… - le esperienze vissute in prima persona in questo arco temporale si riflettono così in uno stile leggero, che ammicca volentieri all’it-pop ormai sdoganato da Calcutta, in bilico tra ironia e romanticismo.

Si avvicendano, così, i tormentoni pop in erba come il “bum cica bum” desiderato in “Una canzone da falò” e la caustica presa di coscienza di “Diego Armando Maradona”, storia di un sentimento transoceanico che rivive nella sfida Argentina - Inghilterra del 1986, la partita della leggendaria mano de Dios ad opera del Pibe de oro: “Non amo il poncho gaucho / Io tifavo l'Inghilterra / Odio l'Argentina e Diego Armando Maradona”. Ancora, la metafora calcistica torna in “Cristiano Ronaldo” per confessare una relazione solo sognata, che aggiunge un ulteriore tocco surreale alle confortanti melodie del disco, cadenzate da sincopati beat R&B e qualche incursione di autotune. Da “Zig zag" e “Piange & Nevica”, passando per le ballate malinconiche “Una canzone a ritmo lento”, “Non prendevo sonno” fino alla conclusiva “I nostri dodici mesi”, i brani offrono una sequenza di bozzetti in cui affetti, vino e mancanze sono i tasselli di un unico racconto più ampio, quasi una avventura di formazione.

C’è spazio in queste quattro stagioni per una crescita personale, narrata a poco a poco nei testi, che si spostano lungo la tracklist dai toni leggeri iniziali a quelli via via più introspettivi delle ultime tracce, lasciando l'intervallo necessario per definire le sensazioni agrodolci dell’animo. È una zona grigia quella di Fosco 17, non solo per la sua attitudine intimista, ma anche perché le sue storie da cameretta, a tratti paradossali, riescono sì ad appiccicarsi addosso con prevedibile facilità, eppure faticano a trovare una identità che sia davvero propria. Inquadrato il programma in una certa formalità di fondo, infatti, da un lato potrebbe definirsi rassicurante, dall’altro finisce invece per rendersi fin troppo conforme a modelli già collaudati, da Gazzelle a Carl Brave. Alla fine però, a risolvere i contrasti dell'album sono le ballatone e i ritmi lenti, ovvero il nucleo pulsante dei trecentosessantacinque giorni cuore-centrici passati in rassegna in “Dodici mesi”, capaci di riparare dal freddo anche chi, come Fosco 17, dimentica la felpa prima di uscire.

TRACKLIST

01. Una Canzone Da Falò (03:34)
02. Zig Zag (03:35)
03. Dicembre (03:37)
04. Diego Armando Maradona (03:27)
05. Piange & Nevica (04:31)
06. Bon Ton (03:14)
07. Cristiano Ronaldo (03:44)
08. Non Prendevo Sonno (02:43)
09. L'Amore Alla Fatica (02:39)
10. Una Canzone A Ritmo Lento (01:42)
11. Non Era Luce (feat. Bobby Wanna) (03:32)
12. I Nostri Dodici Mesi (03:28)
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