Recensioni / 23 mar 2019

Juice WRLD - DEATH RACE FOR LOVE - la recensione

Voto Rockol: 3.0 / 5
Recensione di Redazione
DEATH RACE FOR LOVE
© Grade A Productions, LLC, under exclusive licens (Digital Media)

Classe 1998, originario di Chicago, Juice Wrld è uno degli esponenti di spicco del nuovo filone dell'hip hop americano, quello che qualcuno ha ribattezzato - in senso dispregiativo - SoundCloud rap. Cosa c'entra la piattaforma di streaming? Semplice: è lì che molti giovanissimi (t)rapper negli ultimi anni hanno cominciato a caricare i loro pezzi, tutti accomunati da uno stile simile e volte fin troppo ripetitivo: voce mascherata dall'auto-tune, chitarre mischiate a sintetizzatori e drum machine, testi che a livello di contenuti non fanno che riprendere tutti i temi della trap (soldi, bitches, droghe e collanoni) aggiungendoci però un pizzico di depressione e di nichilismo.

"Death race for love" di Juice Wrld è l'ennesimo disco del genere, dopo lavori come - solo per citare i più significativi - "I am > I was" di 21 Savage, "Dummy boy" di Tekashi 6ix9ine, il dittico "Come over when you're sober" 1 e 2 di Lil Peep, "Harverd dropout" di Lil Pump, e "?" di XXXTentacion. L'album è il secondo disco ufficiale del (t)rapper di Chicago e arriva ad appena un anno di distanza dal precedente "Wrld on drugs".

Più che a un disco, "Death race for love" somiglia a un mixtape che raccoglie tracce nate in situazioni diverse e dalla collaborazione con produttori diversi: le tracce sono 22, i produttori 25. La copertina è una citazione di un videogioco cult, "Twisted Metal": solo che al posto del faccione inquietante del clown della copertina del videogame, qui c'è la faccia intristita di Juice Wrld, che - come ogni (t)rapper che si rispetti - non ha avuto una vita così felice: nei pezzi che compongono il disco parla più o meno esplicitamente del padre che lo ha abbandonato quando era appena un ragazzino, della madre che da sola ha dovuto provvedere a lui e a suo fratello e che gli proibiva di ascoltare l'hip hop perché lo considerava diseducativo, delle droghe e delle sostanze che ha cominciato ad assumere già da ragazzino.

I due singoli che hanno anticipato "Death race for love", "Robbery" e "Hear me calling", hanno accumulato milioni di streams in pochi giorni (il video del primo singolo ha totalizzato circa 40 milioni di visualizzazioni su YouTube in meno di un mese), mentre l'album ha debuttato direttamente al primo posto della Billboard 200, la classifica dei dischi più venduti negli Stati Uniti, con 165mila copie, tra cd fisici e riproduzioni in streaming. Solo l'ennesimo fenomeno del genere?

TRACKLIST

01. Empty - (04:08)
02. Maze - (02:24)
03. HeMotions - (03:07)
04. Demonz (feat. Brent Faiyaz) - Interlude - (01:35)
05. Fast - (03:28)
06. Hear Me Calling - (03:09)
07. Big - (03:44)
08. Robbery - (04:00)
09. Flaws And Sins - (03:38)
10. Feeling - (03:21)
11. Syphilis - (02:11)
12. Who Shot Cupid? - (03:34)
13. Ring Ring (with Rvssian feat. Clever) - (02:51)
14. Desire - (03:09)
15. Out My Way - (02:36)
16. The Bees Knees - (05:25)
17. ON GOD (feat. Young Thug) - (04:10)
18. 10 Feet - (03:32)
19. Won’t Let Go - (03:20)
20. She’s The One - (03:08)
21. Rider - (03:12)
22. Make Believe - (02:22)