Recensioni / 27 gen 2019

Opeth - GHOST REVERIES - la recensione

Voto Rockol: 4.0 / 5
GHOST REVERIES
Fire (Vinile)
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di Redazione Vinyl

Nati nel 1989, gli svedesi Opeth hanno scritto la storia del death metal non solo europeo, reinterpretando il genere in una chiave progressive e regalandoci autentici concept album indimenticabili sia per la loro bellezza sia per la loro complessità.

Il loro stile inconfondibile ha raggiunto la fama mondiale con Heritage nel 2011 ma secondo i suoi ammira- tori di sempre ha dato il meglio di sé negli album pubblicati nella prima decade del millennio, dal famosissimo Blackwater Park del 2000 fino a questo Ghost Reveries, il loro ottavo album, forse il momento di equilibrio perfetto tra metal e progressive. Mikael Åkerfeldt, chitarrista, autore e voce so- lista della band, impersona l’eclettismo degli Opeth: la sua chitarra conserva la forza istintiva del death metal attraverso il virtuosismo progressive che la contraddistingue, proprio come la sua voce riesce perfettamente ad adattarsi sia al growl che al cantato “clean”.

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Lato A
Ghost Of Perdition    
The Baying Of The Hounds 
Lato B
Beneath The Mire    
 Atonement    

Lato C
Reverie/Harlequin Forest    
Hours Of Wealth    

Lato D
The Grand Conjuration  
Isolation Years