PATTERNS

Ghost Records & Publishing S.N.C. (Digital Media)

Voto Rockol: 3.5 / 5

di Marco Jeannin

Riuscire a produrre un album tutto mio era un sogno che coltivavo fin da bambino. Trovo che sia un contenitore all’interno del quale puoi far convivere diversi input musicali che sarebbero meno valorizzati se concepiti separatamente. Utilizzando allo stesso modo strumenti analogici, macchine digitali e synth ho iniziato a produrre le tracce creando appunto dei “pattern”, una sorta di piccolo mattone che una volta ripetuto e alterato mi ha portato alle fasi finali del disco.

Lui è Simone Lanza, produttore, sound designer e DJ (tra l'altro tra i finalisti del programma tv Top DJ). La sua vita inoltre lo vede impegnato dentro e fuori gli studi di registrazione in veste di compositore di colonne sonore per format televisivi. Il 2018 è però l’anno buono per fare l’esordio come solista e mettere nero su bianco i quattordici pezzi che danno ufficialmente il via al progetto Waxlife. “Patterns” arriva quindi dopo una gavetta bella tosta e si presenta come un disco molto vario in cui spicca la quantità di suoni e il lavoro fatto su di essi, così come il nutrito numero di collaborazioni da mettere a referto. Tra house, trip hop e un tocco di psichedelia sparsa che non ci sta mai male, Waxlife si avvale del contributo di artisti dal background molto diverso, vedi Riva (Myss Keta, LIM), Davide Ferrario (Franco Battiato, Max Pezzali, Syria), Mad-A, Label Mou e, dulcis in fundo, i Belize (band che qui su Rockol seguiamo dai tempi di “Spazioperso”, disco prodotto proprio da Lanza), per rendere “Patterns” un’opera che ha nella varietà e nelle contaminazioni il suo punto di forza.

Tra citazioni cercate (… non sono uno di quelli fissati con le serie tv ma la storia di “Stranger Things” mi ha stregato. Mi sono messo a giocare con un sintetizzatore dopo averne visto una puntata e da un semplice arpeggio è venuta fuori “Hyperloop”, una traccia dal forte appeal visivo formata da un climax e da un momento di distensione), cover (“Big love” dei Fleetwood Mac) e rimandi più o meno voluti (“Looney” è la precisa via di mezzo tra Thom Yorke e Apparat), Waxlife ha confezionato un lavoro dalla grande ascoltabilità, stratificato in termini di suono e con una produzione di livello internazionale. Buona la prima.

TRACKLIST

01. Love Is Not a Losing Game - (06:27)
02. Looney - (03:57)
03. Hyperloop - (03:00)
04. Never Say Goodbye - (03:33)
05. Patterns - (02:52)
06. Breathe - (03:39)
07. Similar Days - (03:31)
08. Big Love - (05:20)
09. Stay - (02:45)
10. Once More with Feeling - (03:09)
11. Like A Virgin Brain - (05:00)
12. The Wall - (04:13)
13. Wistful Wire - (04:24)
14. Cecilia - (03:29)