«STORM THE GATES - Venom» la recensione di Rockol

I Venom 40 anni dopo...

Nuovo album per la storica formazione metal di Newcastle

Recensione del 02 gen 2019 a cura di Andrea Valentini

La recensione

Una quarantina d’anni di attività e 15 album in studio – compreso questo “Storm The Gates” – sono le credenziali dei Venom, un nome che nel corso degli anni Ottanta (soprattutto la prima metà) incuteva quasi paura e si ergeva a paladino di un heavy metal estremo, rozzo, zozzo, esagerato. Condendolo con un satanismo/esoterismo da luna-park che, nonostante tutto, da molti veniva preso sul serio. E nel 2018 come stanno le cose?

Chiariamo subito, a scanso di equivoci, che i nuovi brani sono perfettamente in linea con l’idea dei Venom che da sempre abbiamo – che piacciano o meno è un altro discorso. Quindi un metal pesantissimo, nero, con forti striature punk, ora vicino al thrash, ora allo speed, e il caratteristico cantato irriverente di Cronos (unico membro originale della formazione: nei Venom Inc., invece, militano Abaddon e Mantas, che completavano il trio della golden age… sì è un gran pasticcio).
Insomma, a seconda dei punti di vista possiamo dire: “niente di nuovo sul fronte occidentale”, oppure “un bel ritorno dei maestri del genere”. E probabilmente la realtà oggettiva sta nel mezzo.

“Storm The Gates” è indubbiamente un disco in stile Venom, con un suono più caotico e sporco rispetto alle ultime proposte – peraltro – che cerca di rievocare i fasti del periodo “Welcome To Hell”/“Black Metal”, con qualche elemento di modernità e il peso di 4 decenni trascorsi, da trascinarsi sulle spalle. Il punto è che, nonostante la coerenza estetica e sonora, già da molto tempo Cronos e i suoi sembrano soffrire di una staticità troppo evidente. Nessuno chiederebbe loro di sperimentare nuovi territori e generi, ci mancherebbe, ma quello che si trova di positivo ed entusiasmante nei loro lavori degli ultimi tre decenni si riduce a sprazzi, guizzi e sporadici ritorni di fiamma di ciò che hanno fatto coi primi quattro album.

In quest’ottica, “Storm The Gates” di questi sprazzi ne contiene parecchi… diciamo che se fosse di una ventina di minuti più corto – mondato da qualche pezzo di riempimento che nulla aggiunge e nulla offre – sarebbe un bel disco solido e un bell’omaggio allo spirito originario dei Venom. Il risultato finale, dunque, è come al solito una specie di pareggio: chi li amava e li ha sempre amati, non faticherà a trovare appetitoso il nuovo album. Chi non ha mai avuto particolari entusiasmi per i Venom, non troverà certo un motivo per farseli piacere improvvisamente ascoltando “Storm The Gates”. E chi non li conoscesse del tutto, forse, farebbe meglio a iniziare dal principio, andando indietro nella discografia.

TRACKLIST

02. Notorious (04:15)
03. I Dark Lord (04:40)
04. 100 Miles To Hell (04:48)
06. Beaten To A Pulp (03:14)
07. Destroyer (04:17)
09. Over My Dead Body (05:06)
10. Suffering Dictates (03:09)
11. We The Loud (03:55)
12. Immortal (04:31)
13. Storm The Gates (03:46)
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