«LITTLE LOST SOUL - Third Eye Foundation» la recensione di Rockol

Third Eye Foundation - LITTLE LOST SOUL - la recensione

Recensione del 15 mar 2000

La recensione

Non poteva altro che intitolarsi “Little lost soul” questo secondo album di Matt Elliott, in arte Third Eye Foundation. Già, perché ancor più che nel precedente disco (“You guys kill me”), Elliott questa volta, dopo la sbandata per il drum’n’bass, dunque per i ritmi, sembra essersi concentrato sulle melodie. Questo non vuol dire che “Little lost soul” sia un disco aritmico e nemmeno che Matt si sia dimenticato dei vettori ritmici che hanno attraversato in lungo e in largo la musica contemporanea inglese. Breakbeat e drum’n’bass, oltre ad alcuni rallentamenti trip hop (in “Lost”) sono ancora le formule adottate per dare pulsione ai propri pezzi. nonostante ciò, “little lost soul”, ancora più di “You guys kill me”, è un album che nulla ha a che fare con la scena dance/elettronica inglese. Sì, perché qui, anziché il linguaggio dell’estasi e dell’escapismo forzato si parla di emozioni, di piccole anime perse nel mondo. Matt riesce a farlo senza pronunciare una parola, con una serie di melodie circolari, ellittiche, che ti avvolgono lentamente, dolcemente, inesorabilmente in un’aurea di malinconia, di saudade astratta entro cui è bello sprofondare. In questi “movimenti” allora il ritmo diventa elemento secondario. I brani assumono i contorni, volutamente sfuocati, di una canzone, di quella forma canzone a cui Matt sembra voler rimandare senza per forza doversi impegolare nelle sue regole (l’andamento di molti brani ricorda proprio la struttura tipica della forma canzone: verse / chorus / verse). E all’interno di questi, con una maestria che sicuramente ha imparato nel periodo di militanza in Flying Saucer Attack (il gruppo post My Bloody Valentine da cui è fuoriuscito) Elliott tesse, con una pazienza infinita, loop e “arie” agrodolci che fanno di questo disco un’ora e più di musica da gustare con attenzione e, soprattutto, con la voglia di commuoversi e lasciarsi prendere dalle emozioni.
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