BLUE KARAOKE

© Universal Music Italia Srl (Digital Media)

Voto Rockol: 3.5 / 5
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di Mattia Marzi

Mecna è rimasto per anni intrappolato in un limbo: non era abbastanza "pop" per arrivare al pubblico "mainstream" e non era abbastanza rap per i seguaci della scena hip hop. Tenere un piede in due scarpe non deve essere stato semplice, così come non deve essere stato semplice imparare a farsi scivolare addosso le critiche dei puristi dell'hip hop (che non lo hanno mai considerato un rapper "puro"): eppure lo ha a trovare una sua cifra stilistica, quel cantautorato rap che negli ultimi due anni, grazie all'incontro con il cosiddetto "indie pop", ha determinato il successo dei vari Ghemon, Coez, Carl Brave x Franco126 e Gemello. Con "Blue karaoke", il suo quarto album ufficiale, Mecna prova a portare la combo tra cantautorato e rap ad un livello superiore, contaminandola con una spruzzata di elettronica.

Mecna continua qui a rompere gli schemi e le forme tradizionali del rap già intrapresa con i suoi precedenti dischi. La scrittura è sempre la stessa, intimista, riflessiva e autobiografica: i testi sembrano quasi dei lunghi flussi di coscienza in cui il cantautorapper - facciamo che da ora in poi lo chiamiamo così? - riflette sul suo passato, sui dubbi e sulle insicurezze, ma anche sulla voglia di uscire fuori dal limbo in cui è rimasto intrappolato fino ad oggi ("Vivi una vita e ti somiglia poco / come una foto che non scatti tu / resisti un sacco a giocare col fuoco / ma poi ti bruci per un dejavu", rappa in "Bugie").
"Blue karaoke" è un disco estivo e invernale al tempo stesso, che alterna pezzi dalle sfumature malinconiche (come "Hotel", con Fabri Fibra) ad altri tutti da ballare. Rispetto a "Disco inverno", "Laska" e "Lungomare paranoia", la produzione strizza maggiormente l'occhio all'elettronica, con ritmiche urban, beat r&b e sonorità che guardano parecchio al rap americano contemporaneo (tracce come "Tu ed io" e "Non sono come te" sembrano quasi uscire fuori da un disco di Drake o dei Major Lazer). Mecna ha lavorato ai pezzi insieme ai suoi collaboratori di sempre: in cabina di produzione si sono alternati Lunar, Iamseife, Yakamoto Kotzuga e Godblesscomputers, ma la vera novità è l'ingresso di Big Fish nel team (che ha messo mano a "Un drink o due").

Se la discografia di Mecna fosse un film a sequela, "Blue karaoke" rappresenterebbe un episodio di rottura: non solo perché è il primo album del cantautorapper (!) pugliese ad uscire per una major (Universal - "Cambio etichetta ma non cambio testa", rappa in "Senza di me", la prima traccia), ma anche perché con questo disco Mecna prova a tracciare un bilancio di tutto quello che c'è stato fino ad oggi, lasciandosi alle spalle il passato per guardare al futuro. Al suo passato dedica anche una delle nuove canzoni, "Ottobre rosso", una lettera aperta alla scena rap (non a caso cantata insieme a Ghemon, un altro che per anni è rimasto intrappolato nel limbo): "Rap italiano incoerente e confuso / folle, infantile e colluso / ti farei i nomi e cognomi di amici che hai illuso / e le porte che hai chiuso, sbattile / come se fosse il rumore qui ad urlare 'vattene'". Vale da sola l'intero disco.

TRACKLIST

01. Senza Di Me - (04:16)
02. Pratica - (03:57)
03. Hotel (feat. Fabri Fibra) - (03:37)
04. Non Sono Come Te - (04:07)
05. Piano B - (04:11)
06. Tu Ed Io (feat. CoCo) - (04:09)
07. Bugie - (05:19)
08. Ottobre Rosso (feat. Ghemon) - (03:23)
09. Un Drink O Due - (03:53)
10. 31/09 - (04:14)