«CABAL - Riccardo Noè» la recensione di Rockol

Riccardo Noè: leggi qui la recensione di "Cabal"

Nuovo lavoro in studio per il producer sperimentale milanese Riccardo Noè, dieci pezzi che formano un racconto sonoro all'insegna di drone, noise e sonorità cinematiche.

Recensione del 03 lug 2018 a cura di Marco Jeannin

La recensione

La cabala, cabbala, qabbaláh o kabbalah (in ebraico: letteralmente “ricevuta”, “tradizione”) è l'insieme degli insegnamenti esoterici propri dell'ebraismo rabbinico, già diffusi a partire dal XII-XIII secolo; in un suo significato più ampio, il termine intende quei movimenti esoterici sorti in ambito ebraico con la fine del periodo del Secondo Tempio.

Riccardo Noè è un producer e musicista sperimentale milanese che si muove tra ambient, drone, elettronica e noise. “Cabal” è il suo secondo disco, a due anni da “A tear in the dark”. Un album manco a dirlo focalizzato sulla mitologia ebraica, come suggerito dal titolo e dall’introduzione, dalla torre di Babele all’albero della vita e musicalmente debitore tanto a John Cage, Stockhausen e Berio quanto ad Alva Noto, Jon Hopkins, Johann Johannsson e Ben Frost. Tutte influenze dichiarate che emergono più o meno chiaramente nei dieci pezzi cupissimi di questo “Cabal”, lavoro che fa della costruzione di un ambiente sonoro completamente immersivo il suo vero punto di forza:

Il disco è concepito in modo tridimensionale, l’idea è di permettere all’ascoltatore di immergersi in una dimensione dove mente e suono sono una cosa sola, di lasciarsi completamente travolgere dal flusso sonoro.

Un flusso sonoro che spinge più sul lato ambient e drone, vedi il singolo “Lilith” (che poi... singolo...), ma che non disdegna la contaminazione sintetica e, saltuariamente, il beat più ruvido. Un opera circolare dotata di “Intro” e “Outro”, un viaggio mistico nelle pieghe di un suono sì criptico ma comunque in grado di tratteggiare una personalità ben definita: Noè è un Lustmord meno votato all’oblio e più conciso dal punto di vista della scrittura, anche se va detto che il campo da gioco dei due potrebbe essere lo stesso. E come tale, di conseguenza “Cabal” non può essere un disco semplice o immediato: va preso e ascoltato con cognizione di causa, ma la magia di cui è intriso riesce a sfondare anche l’ascolto più distratto. Magia che non ha caso ha conquistato tre giovani e promettenrti producer italiani, Go-Dratta, Howtobeanastronaut e A Safe Shelter, il cui featuring va a completare un’opera densa, cupa e senza dubbio riuscita. Pezzi come "Etz chaim", "Lilith",  "Noah" e "Outro" ci spiegano perché. 

TRACKLIST

01. Intro - Bereshit (02:57)
02. Etz Chaim (04:32)
03. Adam (07:18)
04. Lilith (04:38)
05. Babel (05:07)
06. יַהְוֶה (02:28)
07. Noah (05:39)
08. Rothschild (06:51)
09. Golem (05:58)
10. Outro - Gog & Magog (03:05)
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.