«RESISTANCE IS FUTILE (DELUXE) - Manic Street Preachers» la recensione di Rockol

Resistere è inutile: il nuovo album dei Manic Street Preachers

Il ritorno dei Manic Street Preachers, a quattro anni dall'ultimo album

Recensione del 18 apr 2018 a cura di Andrea Valentini

La recensione

I superstiziosi – ammesso che ne esistano ancora – potrebbero mal vedere il fatto che “Resistance is futile” è l’album numero 13 dei Manic Street Preachers, una band che nel corso della sua lunga esistenza ha avuto la propria dose di sfiga: pensiamo all’allucinante scomparsa di Richey Edwards, che non si sa che fine abbia fatto ed è stato dichiarato “presunto morto”.

Eppure i Manic se ne fregano – giustamente – di cabale e numerologia da circo itinerante, sfornando un album che, anche se non si guadagna certo un posto sul podio dei loro migliori lavori, si presenta come intrigante e curiosamente difficile da decifrare. Del resto la band stessa ha dichiarato che negli ultimi quattro anni ha trovato difficoltà a organizzare le nuove composizioni per dar loro un senso e una direzione.

Alla fine ci sono riusciti, pur mantenendo una sensazione di spaesamento palpabile, che in qualche modo trapela e comunica – soprattutto attraverso i testi – una sorta di volontà di fuga da una realtà poco amichevole tramite il godimento delle gioie che solo chi e ciò che ami può darti. E quindi si cerca un’isola felice nell’arte, nella poesia, nella fotografia e sì, nelle relazioni umane più vere.

Musicalmente “Resistance is futile” offre una sorta di mix – più o meno dosato – delle due anime più importanti del gruppo: quella legata a un pop sotto steroidi e quella legata all’esuberanza giovanile a tinte alt-rock, con cori e ritornelli da cantare a squarciagola. L’esperimento è discretamente riuscito, alla fine dei conti e l’album, per quanto risulti “ossessivamente melodico” (per usare le parole della band stessa) e rifinito, regala pur sempre una bella botta di energia.

Non male. Ma, soprattutto, un chiaro segno del fatto che i Manic, anche se ai loro esordi minacciavano di essere una band da un disco e poi stop, ci sono e non hanno intenzione di mollare il colpo.

PS: occhio alla vesione deluxe, con un disco bonus di demo.

TRACKLIST

#1
01. People Give In (03:54)
02. International Blue (03:52)
03. Distant Colours (03:29)
04. Vivian (04:15)
05. Dylan & Caitlin (03:53)
09. In Eternity (04:16)
10. Broken Algorithms (03:52)
12. The Left Behind (03:08)

#2
04. Vivian - Demo (04:28)
09. In Eternity - Demo (04:19)
11. A Song for the Sadness - Demo (04:38)
13. Concrete Fields (03:57)
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