«MICHEL - Mudimbi» la recensione di Rockol

Mudimbi - MICHEL - la recensione

Recensione del 10 feb 2018 a cura di Fabrizio Zanoni

La recensione

Estate 2015. In Puglia tra Luglio e Agosto ci sono più concerti che a Woodstock e ogni sera nel raggio di 100 chilometri puoi trovarti a scegliere tra la tromba di Fabrizio Bosso, la chitarra di Ghigo Renzulli, la voce di Cristiano Godano o quelli che ai tempi erano due dei Gemelli Diversi prima di diventarne membri unici. Siccome nutro una inspiegabile passione per il rap eccomi a vedere Thema e Strano. Per capirci quello che si fa le meches bionde e ha gli occhiali da sole anche di notte e quello che gorgheggia neomelodico ma vestito coi baggy. Inizia il concerto ma anziche il dinamico duo ecco un ragazzo di colore che salta come un pazzo e fa un casino del diavolo con un fischietto. Sembra un allenatore di un corso in palestra fuggito da una televendita di Jill Cooper ma tiene maledettamente bene il palco, scalda il pubblico e, inspiegabilmente, inizia a rappare in modo impeccabile e con uno stile molto personale. Mi segno il nome e inizio ad ascoltarlo. Lo ritroverò qualche mese dopo a fare l'apertura ad un altro concerto rap, il poco fortunato tentativo di fondere la musica di Clementino, Coez, Ensi e Ghemon con la Filarmonica di Milano. Anche qui porta a casa la missione in scioltezza. Il disco che potete ascoltare è il suo primo album ufficiale(dopo un piacevole ep) , repack dell'edizione 2017 con l'aggiunta del brano sanremese.

“Il Mago”, che ha un ritornello da potenziale hit, è una buona fotografia dello stile di questo colosso originario del Congo ma nato e cresciuto nella provincia italiana che scopre il rap ragazzino ascoltando i dischi di Eminem. Positività, un rap a spirale con ottimi incastri e cura nella ricerca delle parole, ritornelli accattivanti e poco uso di effetti sulla voce.

“Michel” contiene 14 tessere del suo stile, un rap ballabile e molto orecchiabile che ha l'unico difetto di accontentarsi di essere solo quello. Ma ci sono episodi del disco che lasciano intuire quanto Mudimbi abbia stoffa anche per confezionare cose meno da un ascolto e via.

Se avete dieci minuti potete iniziare a conoscerlo con “Donne” o la divagazione reggae di “Risatatà”o ancora la martellante “Tipi da Club”(che riprende la struttura della sua prima hit “Supercalifrigida”notata a suo tempo dai ragazzi di Radio Dee Jay che lo chiamarono a fare la sigla di “Asganaway”).

La tecnica c'è, la padronanza lessicale anche, la presenza di palco non è in discussione. To be continued

TRACKLIST

01. Il mago (03:07)
02. Donne (04:13)
03. Risatatà (03:41)
04. Giostre (04:35)
05. AMEMÌ (03:29)
06. Empatia (03:55)
07. Tipi da club (03:19)
08. Scimmia (03:21)
09. Chi (09:07)
10. SBA (02:20)
11. Amnesia (03:40)
12. Tachicardia (03:57)
13. Schifo (04:34)
14. Tutto (03:56)
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