Recensioni / 10 ott 2017

Marilyn Manson - HEAVEN UPSIDE DOWN - la recensione

Marilyn Manson rimette la maschera del provocatore

L'ex nemico pubblico numero uno d’America riprende le pose da anticristo e lo stile industrial-metal che l’ha reso celebre. Se solo avesse canzoni migliori...

Voto Rockol: 3.0 / 5
Recensione di Claudio Todesco
HEAVEN UPSIDE DOWN

“Sono una leggenda, non una favola”, canta Marilyn Manson. “Heaven upside down” è un disco fatto apposta per ricordare a noialtri ascoltatori impressionabili che l’ex nemico pubblico numero uno d’America è ancora un provocatore. Per presentarsi nuovamente dietro la maschera del personaggio malvagio e controverso, che in realtà nasconde un osservatore della decadenza della società americana, Manson rispolvera i trucchi di sempre. Messi da parte gli echi rock-blues dell’album del 2015 “The pale emperor”, torna allo stile industrial-metal che l’ha reso celebre. E anche se alla lunga le provocazioni di artisti come lui perdono fascino e incisività, e anche se oggi la sua musica è più intrattenimento che shock culturale, e anche se non contiene grandi canzoni, “Heaven upside down” suona piuttosto bene per essere il disco di uno shock rocker di 48 anni.

Hard, punk-rock, Killing Joke, Joy Division, Bauhaus, “Scary Monsters”. Così Marilyn Manson ha descritto il suo decimo album in studio, scritto, suonato e registrato come il precedente con la collaborazione fondamentale del produttore e multistrumentista Tyler Bates. I timbri sono carichi in modo quasi irreale, gli arrangiamenti hanno l’impatto brutale perfetto per i concerti nei palasport – crolli della scenografia permettendo. “Dipingeremo la città di rosso col sangue dei turisti”, promette Manson con voce gracchiante e sinistra in “Revelation #12”, mentre Bates tira fuori il suo bel campionario di riff dall’andamento meccanico. Non è una grande canzone, ma un attacco feroce che si chiude con il suono le sirene della polizia, un inizio perfetto per un’album che suona come un kolossal horror.

“Fanculo la tua Bibbia e la tua Babele”, urla il Reverendo nell’attacco di “Tattooed in reverse”. Manson canta ancora di religione, sesso, violenza, morte. Per dirla con Nick Cave, è incatenato da sempre alla stessa ciotola di vomito, fra echi new wave spazzati via da rumori industrial (“WE KNOW WHERE YOU FUCKING LIVE”, un titolo urlato, scritto tutto in maiuscolo), pezzi vagamente ballabili e sexy (“Kill4me”) e giochi di parole fra “Say10” e “Satan”, cosicché il ritornello della canzone suona come “Tu dici Dio, io dico Satana”, il tutto opportunamente supportato da un continuo saliscendi fra atmosfere sospese da film horror e picchi rumoristici. Secondo Manson, il cuore del disco è rappresentato dagli otto minuti di “Saturnalia”, una delle ultime canzoni scritte per l’album, forse in qualche modo ispirata alla morte del padre del cantante, ma come altre composizioni di “Heaven upside down” manca di uno svolgimento avvincente.

Nel finale, con la title track e “Threats of romance”, viene fuori un Manson più vicino alla canzone tradizionale, in una sorta di teatro glam rock degli orrori. Non cambia la natura di “Heaven upside down”, che è esattamente come il titolo di quella canzone: urlato. È l’album di un artista che, non potendo contare su grandi composizioni, punta tutto sull’impatto sonoro, la qual cosa lo rende un disco perfetto da ascoltare in cuffia, a volume alto. Se un tempo si sentiva Manson per farsi spaventare, o per deridere assieme a lui la parte più bigotta dell’America profonda, oggi lo si ascolta per vedere come andrà a finire la saga dell’uomo e della sua maschera grottesca. “Scrivo canzoni per lottare e fottere, se non vuoi lottare io ti fotto”, recita “JE$U$ CRI$I$”. Non c’è spazio per le sottigliezze, qui. “Heaven upside down” è l’arma usata da Manson per combattere l’irrilevanza. Assordandoci.

TRACKLIST

01. Revelation #12 - (04:42)
02. Tattooed In Reverse - (04:24)
03. WE KNOW WHERE YOU FUCKING LIVE - (04:32)
04. SAY10 - (04:18)
05. KILL4ME - (03:59)
06. Saturnalia - (07:58)
07. JE$U$ CRI$I$ - (03:59)
08. Blood Honey - (04:10)
09. Heaven Upside Down - (04:49)
10. Threats Of Romance - (04:37)