«ZAMA - Mòn» la recensione di Rockol

Mòn: leggi qui la recensione del nuovo album "Zama"

I Mòn, Rocco Zilli (voce, synth, chitarra), Carlotta Deiana (voce), Michele Mariola (chitarra), Stefano Veloci (basso) e Dimitri Nicastri (batteria) si formano a Roma nel marzo 2014...

Recensione del 18 mag 2017 a cura di Marco Jeannin

La recensione

I Mòn sono una band interessante, molto interessante. Lo disco perché ascoltando “Zama”, la sensazione è che le cose stiano effettivamente cambiando. Ultimamente lo ripeto spesso, e questo mi conforta: stanno cambiando perché le band italiane che decidono di cantare in inglese lo fanno con una competenza sempre maggiore. Discorso che si può tranquillamente copiaincollare alla voce musica: i Mòn dichiarano un folk che chiama in causa tanto gli Alt-J quanto Bon Iver, sforando poi in situazione più prettamente nordiche e post andando a contaminarsi di sano indie pop, come in “The fluck”, pezzo che sembra uscito direttamente dalla penna dei Bastille. O “Forest of cigarettes” e “Fluorescence”, che invece sono materiale da Foals, nonché i due miei pezzi preferiti. E lo fanno molto bene perché melodie, composizione e arrangiamenti profumano di Primavera. Il festival, non la stagione… 

Rocco Zilli (voce, synth, chitarra), Carlotta Deiana (voce), Michele Mariola (chitarra), Stefano Veloci (basso) e Dimitri Nicastri (batteria) sono quindi i Mòn, band coloratissima nata a Roma nel marzo 2014. “Zama” è il loro primo album, un disco registrato e mixato da Iacopo Sinigaglia presso il Pepperpot Studio di Roma e masterizzato da Bunt Stafford-Clark presso la Pierce Rooms Studios di Londra. Dieci i pezzi in scaletta, tutti buoni. Cori, chitarrine deliziose in arpeggio sui cui subentrano basso e batteria, questi sempre corposi. Crescendo notevoli alternati a momenti più esplicitamente aggressivi e carismatici, il tutto misurato con gusto e finalizzato guardando non al singolo elemento (o suono) ma con l’intenzione di ottenere pezzi dotati di una compattezza globale. Pezzi solidi, insomma, che trascendono il singolo genere per arricchirsi. Per dire, “Indigo” è folk, è post, è pop ed è anche rock. E qui e là trovi addirittura spruzzate quasi math.  

Il disco è uscito da pochi giorni, ma il primo singolo, “Lungs”, circola dai primi di febbraio. Ai tempi me lo sono ascoltato parecchio, quanto basta per decidere di salvarmi il nome nel mio libriccino in cui segno le band da tenere d’occhio. Ho fatto bene perché "Zama" non mi ha deluso e penso farà la stessa fine del singolo: lo ascolterò ancora parecchio. 

TRACKLIST

01. Lungs (04:48)
02. Alma (04:04)
03. The Flock (05:23)
04. Forest of Cigarettes (05:40)
05. Indigo (05:18)
06. Fluorescence (05:01)
07. Fragments (05:23)
08. That Melts into Spring (06:13)
09. Mutter Nacht (04:29)
10. To Marianne (03:19)
Mon Zama
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