«EXTERMINATOR - Primal Scream» la recensione di Rockol

Primal Scream - EXTERMINATOR - la recensione

Recensione del 04 feb 2000

La recensione

Due sono i segnali più evidenti che si colgono in questo nuovo album di Primal Scream. Il primo ci fa capire quanto per la band, ancora una volta, sia importante la vicinanza (in questo caso fisica) alla scena dance inglese. Il secondo segnale invece ci propone un gruppo che, paradossalmente, mentre da una parte si rifugia nei suoni più credibili e innovativi della scena musicale inglese, dall’altra guarda dritto in faccia all’America, al noise dei Sonic Youth (vedi la title track) o a quel gruppo che ha sempre avuto un posto di prim’ordine nell’immaginario di Bobbie Gillespie: gli Stooges di Iggy Pop. Unica traccia di “inglesità” rock allora è da ricercare nell’altro caposaldo della musica di Primal Scream dagli esordi ad ora: My Bloody Valentine (il leader di questa band di culto, Kevin Shiels, ha partecipato alla realizzazione di uno dei pezzi più belli del disco: “If they move…kill them”). Accanto a questi riferimenti Primal Scream rivedono e correggono la scena dance, la cui presenza è dimostrata dalle numerose collaborazioni di “Xtrmntr”. I Chemical Brothers hanno co-prodotto il singolo, “Swastika eyes”. Dan The Automator (produttore hip hop del giro di DJ Shadow) ha preso parte alla realizzazione di “Pills”, la prima esperienza rap di Bobbie. “Blood Money” è stato assemblato da David Holmes, reclutato per la sua attitudine jazz, in linea con la natura del pezzo. Sono tutte figure che, per la loro attitudine “alternativa”, per la stessa collocazione “underground” all’interno della stessa scena dance, ancora una volta fanno capire quanto Primal Scream cerchino sempre le strade meno battute per creare il loro suono. Ciò non vuol dire che “Xtrmntr” sia un disco dance oriented. Anzi. Il rumore, il caos di certa musica rock (il noise dei gruppi suddetti più l’anarchia del post rock tedesco, che Bobbie, Mani e compagni citano spesso) sono prevalenti in questo disco e fanno sì che “Xtrmntr” si collochi, senza timori, accanto a due degli album più riusciti degli ultimi mesi (“Surrender” dei Chemical Brothers e “The contino sessions” di Death in Vegas). E in questo caos la voce di Bobbie si perde, diventa “altro suono” più che semplice modulo per delineare melodie pop. Diventa astratto elemento all’interno di un flusso sonoro che, a differenza dell’altro disco “dance” della band (“Screamadelica”), anziché proporre “estatiche” soluzioni sonore, sembra pensare dark, in preda, forse, a un “come down” da ecstasy e droghe varie che ha sbattuto in faccia a Bobbie & C. la realtà caotica della loro amata Inghilterra.
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