«NEBBIA - Gazebo Penguins» la recensione di Rockol

Gazebo Penguins: leggi qui la recensione di "Nebbia"

Pubblicato il tre marzo 2017 su cd e vinile per To Lose La Track, con distribuzione Audioglobe, “Nebbia” è il nuovo lavoro in studio dei Gazebo Penguins. A quattro anni di distanza dall’ottimo “Raudo”, disco del 2013, la band emiliana, passata da tre a qu

Recensione del 11 mar 2017 a cura di Marco Jeannin

La recensione

Sono passati quattro anni da “Raudo”. Va sottolineato subito perché in questi quattro anni i Gazebo Penguins sono cambiati e di cose ne sono successe. Non spaventiamoci: non stiamo parlando di cambiamenti sostanziali o deviazioni drastiche in termini sonori, però dalla formazione a tre si è passati a una a quattro, ed è vero che di base i Gazebo Penguins sono ancora fedeli alla loro linea, ma “Nebbia” rappresenta uno snodo cruciale nella produzione della band.

Band che per anni è stata inquadrata nei confini di un emo-core / post hardcore (in pratica uno scioglilingua) che li ha rappresentati sempre fino ad un certo punto e che oggi si ripresenta sotto una forma leggermente smussata. Senza perdere il loro tipico mordente (“Scomparire”), I Gazebo Penguins festeggiano i tredici anni di attività nel modo più consono, e cioè come una band che ha sulle spalle per l’appunto tredici anni di attività e cinque pubblicazioni, inclusa questa; e da una band arrivata a questo punto, io mi aspetto qualcosa di più. Detto, fatto: in “Nebbia” i GP si sono presi il tempo di raccontare i loro pezzi mantenendo un atteggiamento inaspettatamente più controllato rispetto al passato, eppure sempre molto efficace. Lo riusciamo a percepire nettamente in pezzi come l’opening “Bismantova” e la titletrack “Nebbia”, o nell’ottimo brano di chiusura, quella “Pioggia” che simbolicamente mette fine al disco aprendo però la strada a quello che mi auguro diventi il nuovo corso del gruppo. Il pezzo più lungo dell’intera produzione dei GP ci restituisce una band impostata sempre sulla triade chitarra, basso e batteria (più arrangiamenti) ma capace di incanalare questi tre semplici elementi fondamentali in un songwriting meno votato all'irruenza e più d’impatto emotivo. Di solito si dice ampliare il respiro dei pezzi e direi che come espressione calza a pennello, perché “Pioggia” sembra effettivamente il lungo respiro dopo una corsa a perdifiato. Quel momento in cui il corpo è metà strada tra la tensione dello sforzo fisico e il rilassamento, quando l’ossigeno entra copioso nei polmoni e arriva dritto in testa. Questo è “Pioggia” e, di rimando, “Nebbia”, un disco finalmente maturo in cui i Gazebo Penguins hanno messo tanto di loro stessi, della loro esperienza frutto di anni di palco e studio. Il disco crepuscolare (si?) che non ti aspetti. Teso, disincantato, riflessivo, diretto, pesante (“Fuoriporta” me la posso solo immaginare all’inizio di un live) e dolcemente malinconico. Più lo ascolto e più mi convince.

TRACKLIST

01. Bismantova (03:38)
02. Nebbia (05:01)
03. Febbre (04:05)
05. Scomparire (02:34)
06. Fuoriporta (02:04)
07. Porta (02:36)
08. Atlantide (02:43)
09. Pioggia (05:26)
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