COLEOTTERI

Rocketman (CD)

Voto Rockol: 3.0 / 5
Segui i tag >

di Marco Jeannin

Nell’intervista rilasciata a Rockol, Fabrizio “Flaco” Castelli, ai tempi ancora in studio per dare forma al disco, parlava così di “Coleotteri”: "Musicalmente sono rimasto nella zona che considero mia, quella del punk. Nell'album ci sarà un po' di surf nel primo singolo, di reggae nella title track e di ska: il linguaggio che mi è sempre appartenuto, insomma".

Oggi che il disco l’abbiamo tra le mani possiamo confermare che l’ex Punkreas ha effettivamente confezionato dieci brani punk (con venature reggae e ska) nel modo più lineare possibile, dando estrema importanza ai testi, critiche e ironie politico/religiose/sociali in pieno rispetto del genere (“… Volenti o nolenti, è arrivata la consapevolezza che la caduta della cortina di ferro è stata la fine di un'epoca, che si è portata via quella semplificazione conflittuale che ci serviva per orientarci. Umanamente ancora prima che musicalmente, e parlo da padre di due figli, ho bisogno di una chiave interpretativa per rapportarmi con il presente”), abbinandoli poi a un sound che rispetto al passato si fa qui leggermente meno fedele alla linea e più malleabile. Una direzione che Flaco ha preso con coscienza, realizzando un album che, per quanto sempre e comunque impostato secondo e regole di un linguaggio ben preciso, riesce a lasciare un’impronta… come dire… più leggera. E per leggera intendo pop, così ci capiamo meglio. Forse troppo, ma è una cosa che si potrà capire solo con il tempo e con gli ascolti.

Al disco, anticipato dai singoli “Gorky” e “Bubblegum” (grottesca lovesong sui generis che si apre con una citazione del film “Matrix”), hanno partecipato Mattia Foglia (già Bedford e Golia, al basso), Dario Magri (già Yokoano e S.H.O., alla batteria), Carlo Ferrè (già negli N2rage con Mastino, alla voce).

“Coleotteri” è un lavoro semplice, diretto, che profuma di rilancio e che non dimostra nulla se non la voglia di un autore di raccontarsi, di comunicare. E per quanto possa piacere o non piacere il genere, o sentirsi dire così apertamente certe cose, quando l’intenzione è chiara e forte, la musica ne esce convalidata. Sempre. Bentornato.

TRACKLIST

01. Gorky
02. Codice rosso
03. La canzone di Adamo
04. Coleotteri
05. Bubblegum
06. Dodici ore
07. Scura
08. Zona d’influenza
09. 1861
10. Testata nucleare