«REACHING TO THE CONVERTED - Billy Bragg» la recensione di Rockol

Billy Bragg - REACHING TO THE CONVERTED - la recensione

Recensione del 12 nov 1999

La recensione

Ritrovare Billy Bragg è come rincontrare un vecchio amico e notare, con piacere, che non è cambiato: certo, i figli, i matrimoni – qualche volta i divorzi – e le cosiddette ‘mazzate’ elargite dalla vita potranno averlo appesantito un po’, smussandone gli impeti giovanili, ma in fondo lo ritroviamo sempre lui. Bragg è uno convinto di quello che fa, al punto tale da dedicare un anno della sua vita alla realizzazione di quel “Mermaid avenue” inciso insieme ai Wilco e dedicato all’opera di Woody Guthrie. La rivoluzione con la chitarra, ecco quello che ha fatto Guthrie, ed ecco anche quello che ha provato a fare, e tuttora fa, Bragg. “Reaching to the converted” è l’ennesimo episodio anomalo di una carriera discografica che dell’anomalia ha fatto la sua normalità: pochi album veri e propri, molti singoli, altrettanti EP, svariate outtakes e b-sides non reperibili su album ufficiali. E così con questo lavoro il working class hero per eccellenza riporta un po’ d’ordine nel suo archivio di nastri, dando alle stampe alcune b-sides e alternate version di grande prestigio. Ad affiancarlo personaggi carismatici come Johnny Marr, già chitarrista degli Smiths e poi in forza agli Electronic, e poi Wiggy, Kirsty MacColl – figlia di un altro dei pionieri della canzone di protesta americana -, Kenny Jones. Tra le canzoni, alcuni classici come “Shirley” – conosciuta anche come “Greetings to the new brunette” -, “Accident waiting to happen”, “The boy done good”, e poi una splendida “Quebec, Ontario and me”, la altrettanto bella “Walk away Renee”, “Scholarship is the enemy” e “I don’t need this pressare Ron”: insomma, un album di b-sides che diventano a pieno titolo degli ottimi a-sides, con l’eccezione forse di una cover dei Beatles decisamente poco efficace, “She’s leaving home” – il pezzo, d’altra parte, è insidioso non poco. “Don’t erase these memories”, si raccomanda Bragg nelle note di copertina, ma l’avvertimento è superfluo. Un gioiellino come “Reaching to the converted” non si cancella, come tutti gli anni di musica e canzoni che racconta così bene.
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