«VERANO - Verano» la recensione di Rockol

Verano - VERANO - la recensione

Recensione del 21 giu 2016 a cura di Marco Jeannin

La recensione

C’è molto della mia Brescia in questo Ep. “Verano”, esordio di… Verano aka Anna Viganò, è stato registrato all’ottimo Monolith Studio di Brescia, prodotto da Pietro Paletti e mixato da Simone Piccinelli (Plan de Fuga), entrambi bresciani doc. Aggiungiamoci che Anna ha militato negli altrettanto brescianissimi Intercity (una delle band migliori e in assoluto più sottovalutate dell’Italia intera) e direi che insomma, se tre indizi fanno una prova, quattro danno una certezza.

Campanilismi a parte… questo Ep è un punto di ripartenza nella storia musicale di un’artista che ha già un passato ben nutrito alle spalle, non solo con i già citati Intercity ma anche con l’Officina della Camomilla, band in cui Anna ha militato tra il 2012 e il 2015. La premessa dunque è: sì, per capire e apprezzare questo lavoro dobbiamo fare lo sforzo di resettare un po’ tutto, e sì, per quanto ci impegneremo, non potremo mai farlo del tutto.

 

Tenterò di seguire però la strada dello sgombero totale e approcciare questo lavoro come farei con un qualsiasi ep d’esordio. Perché secondo me Anna se lo merita e penso ne senta anche il bisogno, altrimenti non sarebbe uscita con un disco solista. Che cosa emerge dunque dai cinque pezzi che compongono “Verano”? Primo: Anna. I cinque episodi sono di base autobiografici e si percepisce una certa urgenza legata probabilmente al fatto che un capitolo della sua vita si è chiuso e uno si sta aprendo. Questa cosa va raccontata e lei sa farlo bene, il suo songwriting definisce puntualmente il suo modo di essere. Ha stile, è raffinata e interessante. Secondo: Anna scrive pezzi pop cantautorali ma dal forte impianto dream, wave, sintetico; il suo pop, a volte delicato e spesso impetuoso (“Non esisti mai”), si muove in un modo fatto di riflessi e tramonti, illuminato da una luce a cavallo che ammorbidisce i contorni melodici intrisi di un’epica quasi d’altri tempi. L’ottimo singolo “Cielo su Milano” imposta il canone e introduce a questo mondo in cui gli echi degli Scisma (l’eccellenza vera) e degli Intercity di Fabio Campetti non si esauriranno mai; “Nevada” per credere. Terzo: la produzione di Paletti dà effettivamente l’amalgama giusta, l’equilibrio necessario al tutto: suono, melodia, testi, interpretazione. “Vivere di noia basterà” testimonia che la collaborazione è solida e sincera, e funziona proprio perché alla base di tutto i due condividono la stessa visione, si capiscono; penso che questa sia effettivamente l’arma in più, neanche troppo segreta.

Quindi “Verano” è disco che definisce un nuovo inizio raccontando una fine.
Che ci regala (di nuovo) una voce prima di tutto molto bella, che racconta storie altrettanto belle; pezzi cupi, malinconici, dolci.
E che va ascoltato tante volte perché se lo merita.
 

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