«REFLECTION - Hooverphonic» la recensione di Rockol

Hooverphonic - REFLECTION - la recensione

Recensione del 07 giu 2014 a cura di Mattia Marzi

La recensione

Attivi dalla metà degli anni Novanta, nel corso dei loro primi sedici anni di carriera gli Hooverphonic ci hanno abituati ad una continua voglia di sperimentare sonorità molto diverse tra loro: partiti dall'elettronica e dal trip hop del loro primo album in studio "A new stereophonic sound spectacular" (sonorità continuate ad esplorare nei successivi "Blue wonder power milk" e "The magnificent tree"), Alex Callier & Co. sono approdati al pop con "Hooverphonic presents Jackie Cane" (il loro quarto album in studio, un concept sulla vita di una fantomatica celebrità chiamata Jackie Cane), riservandosi comunque il diritto di miscelare tra loro tutti e tre questi elementi; con "The president of the LSD golf club" (datato 2007), dunque, la formazione belga ha raggiunto un risultato sorprendente: un cambio di direzione ha portato infatti la band ad allontanarsi dai territori trip-hop e pop dei precedenti lavori e a dirigersi verso un sound pop psichedelico tipicamente anni Sessanta. Proprio "The president of the LSD golf club" ha segnato uno spartiacque nella carriera discografica degli Hooverphonic: il disco è stato il primo album in studio del gruppo ad essere registrato completamente in presa diretta, in undici giorni, con una band composta da sei elementi (via gli archi e i fiati, dentro il mellotron, strumento dal sapore vintage per antonomasia).

Il nuovo album in studio del gruppo capitanato da Alex Callier, intitolato "Reflecion", prende le mosse proprio da "The president of the LSD golf club"; ideale successore del precedente "The night before" (consegnato al mercato nel 2011), il disco vede gli Hooverphonic ritornare al sound analogico ed è stato presentato dal frontman del gruppo come una reazione all'attuale modo di registrare e di concepire la musica. Curioso è scoprire in che modo la band ha registrato questo suo ottavo album di inediti: in seguito alla scelta di registrare il tutto in analogico, il gruppo ha dato vita al progetto "Hooverdomestic", invitando chiunque amasse la musica a trasformare la propria casa in uno studio di registrazione fai da te nel quale la band avrebbe trascorso una settimana ad incidere i nuovi brani. Ben 180 case sono state messe a disposizione per il progetto, ma solo quattro di queste sono state selezionate dal gruppo: un mattonificio di Boom (comune belga) trasformato in un loft, due case a Gent-Brugge e nella regione della Champagne-Ardenne (Francia settentrionale), una vecchia fattoria di proprietà di un artista a Kermt (ancora Belgio). Le voci dei quindici brani che compongono la tracklist di "Reflection" sono state poi registrate dai tre componenti della band in una chiesa.

Quello che colpisce di "Reflection" è il sound eterogeneo e policromatico che la formazione belga propone con queste nuove canzoni, che possono essere idealmente raggruppate in tre macro-sezioni: ad un primo ascolto convincono anzitutto due ballad intimiste e profonde come "Ether" ("How on earth are you able to put me with the trash, treating me like a stranger amputating all we had", canta in un misto di rabbia e di rassegnazione, nel finale del brano, la brava Noémie Wolfs) ed "Erased"; vi sono poi alcuni brani caratterizzati da atmosfere spensierate e sbarazzine e da un buon potenziale radiofonico, in cui a dominare è un attento lavoro sulle armonie vocali (è questo il caso di "ABC of apology" o "Plasticine", che la Wolfs sembra interpretare quasi divertendosi); diversi sono poi i brani in cui è forte l'influenza della musica anni Sessanta: in alcuni casi questi riferimenti sono più velati, mascherati ("Boomerang"), in altri sono invece espliciti ("Devil kind of girl" e "Single malt", entrambe caratterizzate dall'uso di una chitarra effettata che sostiene l'interpretazione della cantante). Discorso a parte meritano "Radio silence", un mix bilanciato tra soul ed elettronica, la pianistica "Amalfi" (primo singolo estratto) e "Gravity", un brano dalle atmosfere cupe, che parte in sordina per poi esplodere, nel bridge, nella potenza del graffiato della voce di Noémie Wolfs.

L'altro aspetto interessante di "Reflection", dopo l'eterogeneità del sound dei brani che ne compongono la tracklist, è l'imperfezione e la naturalezza dello stesso sound; una scelta voluta, quella di non lavorare troppo, in fase di produzione, per limare le imperfezioni e i difetti delle registrazioni, tanto che lo stesso Alex Callier ha definito il disco come un album sporco, grezzo e privo di fronzoli. Solo per fare qualche esempio: nelle registrazioni di alcuni dei brani contenuti all'interno di "Reflection", la band ha utilizzato un vecchio pianoforte ottocentesco che nessuno è riuscito ad accordare ed un tamburo sciamanico artigianale, ed ha trasformato un armonio giocattolo e alcune bottiglie in un organo. Il riverbero, poi, non è altro che il riflesso naturale delle onde sonore dello strumento e della voce, senza artifici tecnologici. Alla luce di tutto questo, agli Hooverphonic va il merito di essere riusciti a consegnare al mercato un buon album di inediti realizzato con pochi soldi, secondo lo spirito del fai da te, attraverso un progetto originale e convincente. Sarà interessante, nei prossimi mesi, scoprire quale direzione prenderanno nel concepire e nel produrre l'ideale successore di "Reflection": se si manterranno ancora su questo ritorno all'analogico o se, invece, ritorneranno a far uso del digitale.
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.