«BLURRED LINES - Robin Thicke» la recensione di Rockol

Robin Thicke - BLURRED LINES - la recensione

Recensione del 22 lug 2013 a cura di Pop Topoi

La recensione

Nella versione integrale del video di "Blurred lines" compare per pochi secondi la scritta "Robin Thicke has a big dick". È un ottimo biglietto da visita perché, se avete la curiosità di scoprire cosa porti un 36enne di successo a comportarsi come un 13enne in spogliatoio, questo è l'album perfetto. Oppure mettiamola così: per un'oretta, sentirete Thicke che, appoggiato al bancone di un bar, prova una lunga serie di frasi per rimorchiare. In "Ooo la la" promette soldi e anima alla prescelta; in "Take it easy for me" si offre volontario per comprarle biancheria intima; in "Give it to you" le propone una frusta, una macchina e le misure di cui sopra. Poi, in un improvviso lampo di lucidità in "Go stupid 4 U", si accorge di essere ridicolo, ma sappiamo che alla traccia seguente rialzerà nuovamente il livello di viscidume.
Eppure, non si può negare che, quando si lasciano da parte i contenuti e ci si abbandona a un ascolto più distratto, le canzoni funzionano. È lo stesso problema che affligge altri due gentiluomini che recentemente hanno tirato fuori album per certi versi molto simili: Justin Timberlake e Bruno Mars. Come Thicke, scrivono testi imbarazzanti di rara superficialità, ma di certo sanno come abbinarli a musiche irresistibili. E "Blurred lines", in questo senso, è ancora più efficace delle opere dei due colleghi: è meno presuntuoso e ossessionato dal concept di "The 20/20 experience"; è più divertente e accessibile di "Unorthodox jukebox".




L'album eccelle nell'unire suoni contemporanei e old school con grande equilibrio: "Feel good" è l'esempio migliore di come Thicke sappia trovare il punto di contatto tra R&B e dance in maniera originale e inaspettata. Altrove, c'è abbastanza funk per competere con "Get lucky" ("Get in my way", "Ain't no hat 4 that") e abbastanza soul per rivalutare la raffinatezza del soggetto ("4 the rest of my life", "The good life").
Dopo una carriera di alti e bassi ai margini del mainstream, Thicke è esploso col più grande tormentone del 2013 e ha assemblato un sesto album da manuale in cui ogni traccia è pronta per diventare (e probabilmente diventerà) un successo radiofonico. Peccato solo che alla maturità artistica corrisponda tanta immaturità nei contenuti.
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.