«BORN TO SING: NO PLAN B - Van Morrison» la recensione di Rockol

Van Morrison - BORN TO SING: NO PLAN B - la recensione

Recensione del 03 ott 2012

La recensione

Anche solo a scriverlo fa un po’ impressione: Van Morrison non pubblicava un disco da 4 anni. In mezzo solo un riproposizione live di “Astral weeks”, uscita nel 2009. Anche il vecchio Van schiavo della retromania?
Van Morrison è stato retromaniaco prima della retromania. Sempre rivolto al passato, alla riscoperta delle sue radici, sempre uguale a se stesso e sempre diverso, anche quando, negli anni ’80 e ’90, pubblicava dischi a raffica, al ritmo di uno all’anno, senza sbagliare un colpo.
Ma più che retromaniaco, Van Morrison è uno che si fa i fatti suoi, che se ne frega di tutto e di tutti. Un po’ come quando viene in concerto: canta i suoi minuti in programma, non uno di più non uno di meno, niente bis, non una parola di troppo, solo grande musica. Lo stesso atteggiamento che permea dischi come questo.
Non ci sono “breaking news” che possano rendere “Born to sing: no plan B” più appetibile di un qualche disco di Van Morrison. C’è il titolo, dichiarazione spavalda - facile da fare quando ha tutta questa carriera alle spalle, ma vabbé. C’è il ritorno alla Blue Note per cui aveva già inciso “What’s wrong with this picture”. Allora l’album aveva una copertina in stile con la grafica della storica etichetta jazz. Questa volta l’album ha una copertina orrenda, di quelle che potrebbe fare chiunque con photoshop e una foto rubata da google images. Ma la musica, ah la musica...



Van Morrison ha deciso di onorare la Blue Note con un album dai toni jazz, inciso live in studio con una band di sei elementi. 10 Canzoni, 4 tra i 7 e gli 8 minuti: dettaglio che fa immaginare brani con lunghe parti strumentali, e così è. Non c’è nessun altra novità, se non qualche accenno invece ben radicato nella realtà della crisi odierna, come “In money we trust”: ma, sinceramente, non amiamo Van Morrison per i suoi testi politici - quindi sorvoliamo.
Amiamo Van Morrison per la sua splendida e classicissima musica fuori dal tempo, qui ottimamente rappresentata.

TRACKLIST

02. Going down to Monte Carlo
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