«DEATH RATTLE BOOGIE - Datsuns» la recensione di Rockol

Datsuns - DEATH RATTLE BOOGIE - la recensione

Recensione del 15 ott 2012 a cura di Andrea Valentini

La recensione

“Gods are bored”, proclamano in apertura del loro ultimissimo album (uscito per l’etichetta personale Hellsquad) i neozelandesi Datsuns. E se sono annoiati gli dei, figuratevi quanto lo possono essere i comuni mortali… fortuna che, ogni tanto, arrivano dischi così. Che la noia la polverizzano, magari solo per mezz’ora, ma funzionano come un buon analgesico quando la testa ti scoppia: ti consentono di andare avanti.
I Datsuns, nati da quel calderone delirante e geniale al contempo che fu il revival del garage rock di fine Novanta e primi Duemila, giungono al quinto lavoro sulla lunga distanza e fin dai primi brani è palese come poco sia cambiato nel loro sound – e nel loro modo di concepire/presentare la propria musica. Nessuna concessione alla tanto agognata “evoluzione” (asso nella manica velenosissimo come un boomerang al curaro per tante band “di genere”), ma coerenza e fedeltà a un sound bastardo che mischia da sempre garage rock, rock zeppeliniano, psichedelia Sixties e hard rock primordiale. Il tutto con quel tocco tipico nordeuropeo, perennemente in bilico tra la tamarrata da bancarella e la stilettata letale, sicuramente accentuato dalla supervisione, in fase di produzione, di Nicke Andersson, ex Hellacopters.



Si accennava ai Led Zeppelin, poco sopra, che in qualche maniera – e anche bizzarramente, se vogliamo – restano numi tutelari importanti per i Datsuns (non per nulla il loro secondo album è stato prodotto da John Paul Jones, proprio della compagine del dirigibile), che riescono però a bilanciare una certa filologia Seventies con sfuriate lo-fi/garagiste e inserti di drug rock (il rock drogato e psichedelico) da pelle d’oca. Mi si perdoni la parentesi gratuita alla Lester Bangs, ma l’immagine che viene alla mente è quella di una serie di outtake degli Zeppelin riarrangiate da un manipolo di pericolosissimi gibboni ubriachi di grappa di patate. E, per quanto ributtante possa sembrare l’idea di primo acchito, vi assicuro che il risultato è divertente, coinvolgente e rock’n’roll; roba che fa muovere la testina e tutto il resto, che libera la mente dai pensieri e – se per caso avete in casa una chitarra – fa venire voglia di grattarne le corde in posa plastica.



“Tutto cambia, niente cambia” scriveva Tomasi di Lampedusa ne “Il gattopardo” e questa riflessione va a pennello anche per i Datsuns. Che dimostrano il coraggio di perseverare nelle loro scelte, oltre che un mestiere innegabile. Certo, se in un disco rock’n’roll cercate contenuti, spessore intellettuale, sperimentazione e poesia d’avanguardia, di sicuro coi Datsuns vi troverete malissimo, visto che sono la perfetta antitesi di tutto ciò. Al contrario, se quello che bramate è rockeggiare e rollare, questo è il vostro giorno fortunato: perché in “Death rattle boogie” ci sono 14 tracce in grado di mettere d’accordo tutti gli amanti del rock sanguigno, abbattendo le barriere e le diffidenze tra generi e sottogeneri.
È finito il tempo delle folgorazioni sulla via di Damasco, ma fortunatamente c’è ancora spazio per gruppi e lavori che macinano rock senza farsi troppe domande e – soprattutto – senza perdersi in derive bislacche.
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.