«A QUALCUNO PIACE IVAN! - Ivan Cattaneo» la recensione di Rockol

Ivan Cattaneo - A QUALCUNO PIACE IVAN! - la recensione

Recensione del 10 ott 2011 a cura di Franco Zanetti

La recensione

Forse definire “doverosa” questa ripubblicazione potrà apparire eccessivo: ma credetemi, aver tolto la polvere dagli archivi che custodivano, nascondendoli ai più, i primi tre album di Ivan Cattaneo - “UOAEI”, 1975; “Primo secondo e frutta (Ivan compreso), 1977; e “Superivan, 1979 - è certamente un gesto significativo. Soprattutto perché permette a quanti - e sono la stragrande maggioranza - hanno conosciuto Ivan solo come juke-box umano del repertorio degli anni Sessanta, di rendersi conto che “prima” di “Italian Graffiati” e di “Bandiera Gialla” c’era di più, e di meglio.
Ivan Cattaneo è una persona speciale. L’ho chiamato per chiacchierare di questi tre suoi dischi riproposti in digipack da Sony/Columbia, e me ne ha parlato con una lucidità, con una consapevolezza e una modestia che sono merce rara fra i cantautori. Certo oggi l’età e l’esperienza gli permettono di essere onesto e persin critico nei confronti delle sue opere prime; ma non è da tutti riuscire a guardare in prospettiva a una carriera artistica che ha dato sì soddisfazioni, ma assai meno di quelle meritate, senza nemmeno un filo di acidità o di recriminazione.
“UOAEI”, registrato e pubblicato nel 1975, è il debutto di Ivan Cattaneo, ed è il primo frutto del suo sodalizio artistico con Nanni Ricordi (un uomo a cui la discografia e la musica italiana devono tantissimo, e che sarebbe bene onorare finché si è in tempo). E’ un disco di confine, decisamente sperimentale, soprattutto sul piano della vocalità spinta costantemente all’estremo (tanto da rendere a tratti inintelligibili i testi - che a loro volta sono visionari e deliranti, ma sempre pervasi da un beffardo umorismo). Curiosa la modalità di registrazione dell’album: Nanni Ricordi, che curò la realizzazione del LP insieme a Riccardo Giagni e allo stesso Cattaneo, fece registrare a Ivan le sue canzoni accompagnandosi alla chitarra acustica, e poi sovrapponendo tastiere (Pepe Gagliardi), batteria (Walter Calloni, al suo primo lavoro importante, che gli aprirà la strada per le collaborazioni future, prima fra tutte quella con Lucio Battisti), percussioni (Mario Lamberti e Lorenzo Vassallo), basso (Paolo Donnarumma), flauti e sassofoni (Gianni Bedori, musicista jazz che per le sue produzioni pop usava lo pseudonimo di Johnny Sax), chitarra elettrica (Kevin Bullen) e violino (Mauro Pagani). I titoli più noti di questo lavoro sono “Darling” e “Pomodori da Marte”, ma tutto l’album è avvicinabile ai pressoché coevi lavori di Alan Sorrenti (prima della svolta dance) e di Shawn Phillips. Difficile da ascoltare per intero e tutto di seguito, ma non può lasciare indifferenti.
La bonus track del primo Cd è uno dei due brani di un singolo del 1976: “L’elefante è capovolto” (andate a vederla e sentirla su Youtube in un frammento di “Televacca” / “Onda libera” di Roberto Benigni, gennaio 1977). Ovvia la somiglianza (eufemismo) con “Baby’s on fire” di Brian Eno (dal suo primo album solista, “Here come the warm jets”, 1974): interrogato in proposito, Ivan mi ha raccontato il perché - ma sono fatti suoi privatissimi, quindi non posso condividerli con voi.
“Primo secondo e frutta (Ivan compreso)”, secondo Cd del digipack, è stato registrato nel 1977. E’ un album meno estremo del precedente: prodotto da Nanni Ricordi e arrangiato da Roberto Colombo, è più ironico e dadaista nei testi, più ordinato nelle strutture delle canzoni (suonate da gente come lo stesso Colombo, Flaviano Cuffari, il povero Stefano Cerri, Claudio Pascoli). “Maria-Batman” (il più noto, con “Salve o Divina!”, dei brani del LP) e soprattutto “Dadadidattico! (Canti corali per le scuole medie)” sono, assai probabilmente, il punto di ispirazione e partenza per i pastiches testuali con cui Franco Battiato ha caratterizzato la sua produzione dei primi anni Ottanta. Da segnalare la voce recitante di Milva (!) in “La segretaria ha colpito ancora” e la voce di Nanni Ricordi in “C’era una volta...”.
La bonus track del Cd è “Farfalle”, l’altro lato del 45 giri di “L’elefante è capovolto”.
“Superivan” (1979) è il terzo Cd del digipack, ed è datato 1979. Prodotto da Roberto Colombo e interamente suonato dalla Premiata Forneria Marconi, è il long playing con cui il cantautore chiude la prima fase della propria carriera: con il successivo “Urlo” (che conterrà l’inno “Polisex”) e il passaggio alla CGD Ivan compirà la transizione dall’avanguardia al pop (un pop intelligente e provocatorio, come intelligente e provocatorio sarà “Italian Graffiati”, primo e migliore esempio di album di cover-tributo agli anni Sessanta. “Superivan” è anche l’album in cui Cattaneo scopre la propria voce “naturale”, ridimensionando il frequentissimo ricorso al falsetto.
Quelle di “Superivan” sono dieci canzoni in forma di canzone, con qualche ammiccamento alle sonorità della disco-music, precise anticipazioni della new wave all’italiana e un maggiore equilibrio, nei testi, fra provocazione e divertissement. “Boys & Boys”, “Senorita torero”, “Bimbo assassino” sono i titoli più noti del disco, che ha però in “Male bello” (affidata nello stesso anno anche all’interpretazione di Patty Pravo, e inclusa nel “Munich Album”) la sua canzone più famosa.
Ultima bonus track, a chiusura del terzo Cd, è “Tabù”, lato A di un 45 giri pubblicato nel 1978 (sul lato B aveva “Agitare prima dell’uso”, da “Primo secondo e frutta”). Forse il brano più curioso dell’intera produzione di Cattaneo, sigla dell’omonima trasmissione televisiva, è erroneamente etichettato come strumentale, e costituisce invece uno dei migliori esempi della prodigiosa multivocalità di Ivan - che ripete ossessivamente un’unica parola, il titolo, e l’arricchisce di vocalizzi e fioriture decisamente zappiane.

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