«HOLIDAY MAN - Flys» la recensione di Rockol

Flys - HOLIDAY MAN - la recensione

Recensione del 05 mag 1999

La recensione

Ah-ha, lo ammettiamo, forse su questo album siamo arrivati con un po’ di ritardo. D’altra parte il mare di dischi che spesso sommerge una redazione costringe spesso al doppio lavoro di ascoltare tutto e decidere poi cosa recensire, per evitare di andare sempre a colpo sicuro e quindi sempre con gli stessi nomi. Nel caso dei The Flys un’eccezione era da farsi a tutti i costi, perché il loro disco cattura sin dal primo ascolto, e cioè dalle chitarre che si accordano prima di partire per “She’s so huge”. Il sole della California splende sul loro disco addolcendo lo spiritello punk-rock di questo gruppetto guidato da due (presumibilmente) figli di immigrati polacchi, Adam e Joshua Paskowitz. Dopo aver trascorso infanzia e adolescenza sulle tavole da surf in compagnia di loro padre (che surfa ancora oggi come una bestia alla ragguardevole età di 78 anni), i Paskowitz hanno iniziato a suonare congiungendosi agli altri elementi del gruppo e dando vita alle ‘mosche’. E così adesso arriva questo ottimo album d’esordio, che contiene una serie di canzoni veramente riuscite, a partire dal singolo “Got you (where I want you)”, capace di mescolare la spinta propulsiva del gruppo a stilosità reggae. “Take U there” manifesta tutta la passione del gruppo per il rock’n’roll, mentre “The gods of basketball” e “Family” mettono in mostra l’aspetto più ‘black’ della musica del gruppo. Ma citare dei singoli brani sarebbe fare un torto alla fantasia musicale dei Flys, che veramente ce la mettono tutta per assemblare un album che offra infinite vie di fuga all’incasellamento in un solo genere, ripescando il meglio della musica californiana di genere, dai Faith No More ai Jane’s Addiction, passando naturalmente attraverso i Red Hot Chili Peppers. Ascoltate ad esempio la deliziosa ballad che chiude l’album, “Sexual sandwich”, che – se non fosse per il titolo – potrebbe essere benissimo stata soffiata al repertorio degli Earth, Wind & Fire. E’ solo un esempio, ma serve come pochi a mettere in mostra tutto il loro versatile talento. Da ascoltare in attesa dell’imminente arrivo del gruppo in Italia: ci sarà da divertirsi.
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