Recensioni / 27 nov 1998

Metallica - GARAGE INC. - la recensione

GARAGE INC.
Mercury (CD)
Dopo "Load" e "Re-load", album i quali, per usare un eufemismo, hanno spiazzato la base dei fans, arriva ora un doppio album di covers. Il primo dei due CD vede le "nuove registrazioni ‘98": inizia male, ha un corpus centrale notevole e termina in modo scarso. Vediamone alcuni estratti. "Free speach for the dumb" (Discharge, 1982) è buona per headbangare un po’, tra amici e nel dopobirra, ma risulta piuttosto monotona. "It’s electric" (Diamond Head, 1980) vede spuntare la potenza dei Four Horsemen, anche se il pezzo è quello che è e dalla rapa, anche a strizzarla, non ci si cava sangue. Meglio "Sabbracadabra" (Black Sabbath, 1973), con la differenza che sta tutta nel riff iommiano: un grande pezzo hard. "Turn the page" (Bob Seger, 1973) è una splendida sorpresa. Nella trascrizione dei ‘Tallica la canzone diviene una ballatona dall’enorme trasporto, monumentalmente visionaria, perfetta come colonna sonora per un film tragico ed epico al contempo. Per "Astronomy", una delle composizioni migliori dei grandi Blue Oyster Cult, Hetfield e soci non lavorano certo di bisturi. Non ricreano le sottili atmosfere immaginifiche ed interstellari dei BOC, ma nella cavalcata finale distribuiscono mazzate sonore che stenderebbero un bufalo cafro. A tratti emozionante. Finale quasi da saltare. "Whiskey in the jar" (Thin Lizzy, 1972) non è da buttare via del tutto, ma chi ha ascoltato l’originale irlandese non può che mettersi a ridacchiare. "Tuesday’s gone" (Lynyrd Skynyrd, 1973), che dire? I Metallica nelle vesti di sgangherati southern-rockers sono credibili come dei finlandesi che si mettono a fare una tarantella. Meglio lasciar perdere. E per la conclusiva "The more I see" (Discharge, 1984) il pensiero non può che essere uno solo: ragazzi, che palle. Il secondo dei due CD è interamente composto da brani che i Metallica già avevano "coperto" su loro precedenti emissioni ("Hero of the day", "The $5.98 EP", etc.) come extra tracks di singoli. Detto questo, almeno per i fans più fedeli, detto tutto. "Che casino", ecco come si apre la recensione del settimanale Kerrang!, il quale nel numero 725 assegna all’album in questione un modesto 3/5. Non per scimmiottare i colleghi inglesi, ma siamo quasi d’accordo con loro. I Metallica, pur potentissimi, sempre percussivi, sembra abbiano voluto essenzialmente proporci un divertissement, a volte squisito, a volte poco più d’un amarcord che scade nel patetico.

Tracklist:

Disc 1
"Free speech for the dumb"
"It's electric"
"Sabbra cadabra"
"Turn the page"
"Die, die my darling"
"Loverman"
"Mercyful fate"
"Astronomy"
"Whiskey in the jar"
"Tuesday's gone"
"The more I see"
Disc 2
"Helpless"
"The small hours"
"The wait"
"Crash course in brain surgery"
"Last caress/Green hell"
"Am I evil?"
"Blitzkrieg"
"Breadfan"
"The prince"
"Stone cold crazy"
"So what"
"Killing time"
"Overkill"
"Damage case"
"Stone dead forever"
"Too late too late".