«ALTER THE ENDING - Dashboard Confessional» la recensione di Rockol

Dashboard Confessional - ALTER THE ENDING - la recensione

Recensione del 15 feb 2010 a cura di Rossella Romano

La recensione

"Alter the Ending" è il settimo album degli statunitensi Dashboard Confessional. Nato come progetto solista di Chris Carabba (il cognome tradisce origini italiane), i Dashboard ora si presentano, dopo svariate peripezie, in quattro: oltre a Carabba alla voce, troviamo John Lefler alla chitarra, Scott Schoenbeck al basso e Mike Marsh alla batteria. La strada di Chris è stata ricca di impervie: i primi passi mossi nell'underground, l'accostamento e l'appartenenza alla scena emo, che ora suscita alla memoria nomi come Tokyo Hotel e 30 Seconds to Mars, e continui cambiamenti di formazione. Ora esce, a distanza di tre anni da "The shade of poison trees " del 2007, il frutto delle fatiche e delle sofferenze (dato che di emo si parla) di un Carabba maturo, ormai non più di "primo pelo",e si sente. Melodie costruite e testi composti in chiave riflessiva, con un tocco di morale e un pizzico di speranza nel cambiamento delle cose e nell'arrivo della tanto agognata felicità. Il singolo che anticipa l'album, "Belle of the Boulevard", è dedicato ad una donna ideale, la famosa donna dei sogni, che ti appare come un miraggio quando meno te lo aspetti, magari passeggiando al tramonto su una delle tante strade californiane, ben conosciute dai ragazzi del gruppo, la canzone ti rimane subito in testa e il ritornello, suadente e delicato, si espande leggero nell'aria, permettendo a chi ascolta, di rivivere le parole di Carabba. Una delle canzoni che colpisce di più è di sicuro "Blame in on the changes", ballad dal sapore nostalgico e riflessivo. Chi non ha mai avuto dei rimpianti? Chi non ha mai avuto il desiderio di tornare indietro per cambiare le cose? Chi è causa del suo mal pianga se stesso, e Carabba in questa canzone recita un "mea culpa" a tutti gli effetti. Motivetto accattivante e parole pregne di significato anche per "Everybody learns from disaster": si impara sempre dai propri errori, o quasi, ma tutto questo di sicuro ti aiuta a crescere e a cambiare. Scorrono via veloci gli altri brani del disco, come "No news is a bad news", "Until morning" e "Get me right": da un breve sguardo ai titoli scelti da Chris, il ragazzo pare abbia proprio bisogno di ritrovare la retta via smarrita. Si sa, da giovani si fanno tanti sbagli...che sia per uno di questi l' "Hell on the throat", letteralmente l'inferno in gola, dell'ultima traccia? Rimane sempre aperta però la speranza di poter cambiare le cose, di mutare il proprio futuro ed il proprio destino, come recita il titolo dell'album dei Dashboard. Diceva Nietzsche: "Il nostro destino esercita la sua influenza su di noi anche quando non ne abbiamo appresa la natura: il nostro futuro detta le leggi del nostro oggi". I Dashboard Confessional sarebbero d'accordo...

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