«IS THERE NOTHING WE COULD DO ? - Badly Drawn Boy» la recensione di Rockol

Badly Drawn Boy - IS THERE NOTHING WE COULD DO ? - la recensione

Recensione del 13 feb 2010 a cura di Franco Bacoccoli

La recensione

"Is there nothing we could do?" è il sesto album di Badly Drawn Boy, l'artista di Dunstable nel Bedfordshire cresciuto a Bolton nell'area metropolitana di Manchester. Per il cantautore, vero nome Damon Gough, classe Sessantanove, si tratta della seconda colonna sonora dopo quella di "About a boy" del 2002; il film vide protagonista Hugh Grant. "Is there nothing we could do?" va a sottolineare gli umori del lungometraggio "The fattest man in Britain", una commedia drammatica e con toni quasi surreali andata in onda su ITV1 lo scorso 20 dicembre. Per il soundtrack Damon si è avvalso di un gruppo di sette musicisti più un quartetto d'archi. Il disco, sebbene ovviamente funzionale al film, può essere considerato come un altro aspetto del musicista che negli ultimi anni ha rallentato il ritmo delle proprie uscite discografiche. Non è propriamente il successore di "Born in the UK" del 2006, riflessione sulla vita nel Regno Unito, e non è dato sapere se funga da preludio al suo prossimo capitolo; tuttavia, anche se emissione decisamente particolare, potrà farsi apprezzare dai fan di Badly Drawn Boy. Anche se, probabilmente, solamente da essi.
Una melodia gentile infioretta l'"Opening theme", dove quasi ci si aspetta di sentire da un momento all'altro un carillon, poi fa il suo minuto ingresso "Is there nothing we could do?", delicata ballata dallo svolgimento ondulato. Ventisette secondi di "A gentle touch" introducono la lieve "All the trimmings" ed incanalano lo spettatore- ascoltatore nell'alveo di un'altra ballata, "Welcome me to your world". La soffice e sonnacchiosa ballad acquista élan solamente verso la chiusura, quando il tema assume toni quasi bandistici. E' forse "Guitar medley" a delineare definitivamente la fisionomia dell'album: intimismo quasi disarmante, tappezzeria sonica per una tranquilla serata casalinga con emozioni piccoline ma pure. "Is there nothing we could do? (Reprise)", "Big Adrian arrives", "Amy in the garden", "Been there, verified" sono commenti destinati alla sola pellicola. "Just look at us, now?" è una composizione molto semplice, con grandi aperture strumentali, e stranamente somiglia ad una delle varie cose minori del Lennon solista. Il pezzo più lungo dell'album è "Wider than a smile": su un rullante da marcetta monta un pezzo sfuggente, misterioso, giocato tra le nuvole ed in cui rifanno capolino spezzoni già sentiti. "Piano theme" e "The letter" danno il benvenuto alla finale "I'll carry on", che non commentiamo perché determina la conclusione del film e non si può rovinare il finale a chi volesse rintracciare la pellicola.

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