«COMBO - Giuliano Palma» la recensione di Rockol

Giuliano Palma - COMBO - la recensione

Recensione del 22 dic 2009 a cura di Daniela Calvi

La recensione

Grandi salti sul palco, piccoli passi nei dischi. E’ così che si muove Giuliano Palma, per gli amici “The King”, fedelmente scortato dai suoi Bluebeaters. In “Combo” i passi sono piccoli, ma di certo in avanti. La musica è sempre quella, gli attacchi anche, ma ciò che fa la differenza in questo ultimo lavoro in studio sono i quattro inediti presenti, il modo in cui sono stati scritti, il modo in cui sono suonati e cantati.
Il primo inedito a fare capolino nel disco, dopo una bellissima quanto difficile reinterpretazione di “Per una lira” di Mogol e Lucio Battisti, è “Dentro tutti i miei sogni”: un tappeto d’archi e tastiere insistenti fanno largo a fiati e a ritmi incalzanti che rendono il brano sempre in movimento e immediato. “Quanti ricordi”, scritto insieme a Malika Ayane, è il secondo inedito, forse il più bello dei quattro grazie a quelle atmosfere sanremesi e a quel ritornello così furbo ma allo stesso tempo melodico che non lascia scampo.
Non mancano, come sempre, anche le belle cover di brani in italiano che forse è difficile pensare cantate da altri, specie se arrangiate da trombe e archi. Risaltano in ogni caso una bellissima versione da balera di “Il cuore è uno zingaro” e un’emozionante rivisitazione di uno di brani più belli interpretati dalla Vanoni, “L’appuntamento”. Per le cover in inglese, Giuliano e la sua band il meglio lo danno con la calorosa “Sunny” di Bobby Hebb, l’evocativa “Lonely summer night” degli Stray Cats e la divertente e forse la più originale “I don’t mind” dei Buzzcocks.
I rimanenti due inediti si avvalgono di notevoli collaborazioni: il primo brano, “Un grande sole”, scelto come secondo singolo, è un piacevole cantato beat-ska realizzato in duetto con Samuel dei Subsonica, duetto che conferma la bravura e la consapevolezza della realtà musicale torinese degli ultimi quindici anni. Il secondo, “Semplice”, è un morbido e dolce reggae scritto per Giuliano Palma dall’amica di sempre, La Pina. Chiudono il disco la cinematografica e strumentale “Combo”, che da il titolo all’album e che prosegue e si chiude nell’ultima traccia “A Transylvanian lullaby”.
Palma è riuscito a fare ancora un buon disco, è riuscito a barcamenarsi al meglio in mezzo ad un genere che non è facile da rinnovare. Gli inediti sono una buona prova superata, il King ha mantenuto quella stessa malinconia e quelle stesse parole d’amore che usavano i cantautori anni Cinquanta, Sessanta in Italia, facendo sposare quelle parole ad quelle solite, ma pur sempre piacevoli, atmosfere rock steady che piacciono tanto a lui, e diciamocelo, anche a noi.

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