«BE SET FREE - Langhorne Slim» la recensione di Rockol

Langhorne Slim - BE SET FREE - la recensione

Recensione del 18 dic 2009

La recensione

Il dubbio, più o meno legittimo, viene: e se ci stesse prendendo per i fondelli? O, meglio, se fossimo noi così ingenui dal farci prendere per i fondelli, da farci ammaliare da questo menestrello indie-country-folk all'apparenza così perfetto nei panni del ruolo che si è scelto da sembrare finto? Alla fine, poi, finto proprio non è, e chi l'ha visto dal vivo, un mesetto fa, nel corso del suo ultimo mini-tour italiano (i lombardi l'hanno incrociato nella bergamasca, in un elegante club-ristorante disperso tra capannoni e fabbrichette dove coppiette speranzose in una serata romantica a base di Brunello e filetto al pepe verde si sono viste disturbare da questa sorta di Pete Doherty degli Appalachi, cappello in testa, t-shirt stropicciata e energia da vendere) sa di cosa si stia parlando. D'accordo, rispetto ai più grezzi primi capitoli Sean Scolnick ha scelto di affiancare alla tradizione più stretta anche elementi molto più "morbidi", vestendo - grazie alla sapiente opera di Chris Funk, in prestito dai Decemberists - i brani di "Be set free" con abiti sì caratteristici ma non esageratamente folkish: una strizzata d'occhio al grande pubblico, forse, oppure una naturale evoluzione di un songwriter al quale l'etichetta di menestrello inizia ad andare stretta. Proprio questa, a ben vedere, potrebbe essere una buona chiave di lettura dell'ultima fatica in studio del folksinger della Pennsylvania: la sua scrittura non sarà certo quella del Dylan dei tempi d'oro, né la sua poetica può essere accostata a quella di un Woody Guthrie, ma - sarebbe difficile fare il contrario - non gli si può non riconoscere una spiazzante facilità nell'assemblare brani da tre minuti pieni zeppi di melodie tanto immediate e d'impatto. D'impatto, attenzione, non catchy, appiccicose o tutte quelle altre stronzate da jingle della pubblicità. A suo modo, Langhorne Slim in "Be set free" continua a fare quello che stava facendo anche prima, ovvero recuperare l'essenza del folk delle origini, la forte personalità delle melodie, per aggiornarle - pur con non uno, ma due occhi alla tradizione - secondo la sua sensibilità di ventinovenne colto e cosmopolita che domina alla perfezione la materia, trattandola con rispetto e correttezza pur evitando timori reverenziali di sorta. Folk, ma anche soul e gospel, inseriti in trame nuove - per gli standard di Scolnick - che, invece di fare rimpiangere la sua passata spigolosità, ce la fanno apprezzare ancora di più. L'unico limite, ad oggi, sembra essere la scrittura, che se imbrigliata nel grezzo schema dei lavori precedenti pareva sì efficace, ma che, se calata in contesti più ambiziosi (come quelli che caratterizzano questo ultimo disco), inizia a mostrare qualche limite: i margini di miglioramento, tuttavia, sembrano esserci tutti. Mettiamoci comodi, quindi, e aspettiamo: il meglio, come diceva qualcuno, deve ancora arrivare.
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.