«SULLA STRADA - Massimo Priviero» la recensione di Rockol

Massimo Priviero - SULLA STRADA - la recensione

Recensione del 03 apr 2009

La recensione

Sedici canzoni per celebrare una carriera. Sedici canzoni per condensare e rappresentare al meglio oltre venti anni di lavoro, di fatica, di speranze, di sogni, di gioie, di delusioni, di tutto quello che si può avere dentro e che si vuole coraggiosamente affidare alle corde di una chitarra, alle note impresse su un pentagramma, alle parole scritte su un foglio e urlate in un microfono. Oltre venti anni di una storia musicale vissuta senza essere abbagliati dalle luci accecanti e deformanti del grande successo, dalle urla assordanti di giovani fans impazziti per la hit del momento, dai tour elefantiaci e devastanti delle star che riempiono gli stadi e le prime pagine dei giornali.
“Sulla strada” è un titolo che sintetizza al meglio la filosofia che ha guidato il cantante con la chitarra veneto nel suo viaggio musicale dal tempo dei primi passi – il cd “San Valentino” risale al 1988 - sino ai giorni nostri. La strada come eterna icona del musicista girovago, del trovatore senza dimora con la chitarra a tracolla e una manciata di canzoni nel cuore e nella testa. La strada come metafora del quotidiano viaggio fuori e dentro di noi, la strada come luogo di incontro di tutta l’umanità con le sue parabole di gioia e dolore e speranza.
Un viaggio lungo la strada, quello di Massimo Priviero, con l’anima divisa in due. Una metà decisamente votata al rock e dipinta con i colori delle stelle e delle strisce che corre su veloci e scorrevoli highways e che deve molto alle soluzioni musicali – vedi “Nessuna resa mai” e non solo - e alle tematiche – vedi “Diluvio” - del Magnifico Rettore Bruce Springsteen (non a caso il secondo album “Nessuna resa mai” pubblicato nel 1990 fu prodotto da Little Steven, da sempre sodale del Boss). L’altra metà, invece, è ancorata saldamente alle italiche radici e batte spesso faticosi sentieri di montagna rifacendosi alle storie delle nostre genti e, soprattutto, alla letteratura della memoria e della guerra – vedi “Giustizia e libertà” - omaggiando il corregionale Mario Rigoni Stern e prendendo a prestito il titolo di un grande libro di Nuto Revelli per una delle più belle canzoni mai scritte da Priviero “La strada del davai”.
Sedici canzoni per celebrare una carriera. Una carriera che si è sviluppata principalmente sulle strade secondarie ma una carriera di grande rispetto e dignità che ha ancora molto da dare se, come è vero, “Bellitalia”, la canzone che apre “Sulla strada”, uno degli episodi migliori della raccolta, è, con “Volo” e la strumentale “Addio alle armi”, datata 2009.


(Paolo Panzeri)

TRACKLIST

01. Bellitalia
03. Giustizia e libertà
04. Fragole a Milano
05. Diluvio
06. Nessuna resa mai
07. Nikolajevka
08. Bambina di strada
09. Angel
10. Grande mare
11. Dolce resistenza
12. I segni del tempo
13. La strada del davai
14. L’ultimo ballo
15. Volo
16. Addio alle armi
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